Sentenza di annullamento senza rinvio

Pubblicato il 25 gennaio 2018

Quando può essere pronunciata dalla Corte di cassazione?

Entro quali limiti e a quali condizioni i giudici di legittimità possono pronunciare l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ai sensi dell’articolo 620, comma 1 lettera l) del Codice di procedura penale?

E’ questo il quesito che è stato sottoposto alle Sezioni Unite della Cassazione dalla Quarta sezione penale, al fine di chiarire i termini circa la possibilità di annullare senza rinvio la sentenza impugnata, nella parte riguardante l’irrogazione di una pena illegale, procedendo direttamente alla riformulazione della pena medesima.

L’ipotesi prevista dal comma 1, lettera l) dell’articolo 620 c.p.c. è quella secondo cui la Corte di legittimità può procedere all’annullamento senza rinvio se ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio.

La risposta delle Sezioni Unite penali

Con la sentenza n. 3464 del 24 gennaio 2018, le Sezioni unite penali hanno chiarito i termini della questione affermando il principio di diritto secondo cui la Corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio “se ritiene superfluo il rinvio e se, anche all’esito di valutazioni discrezionali, può decidere la causa alla stregua degli elementi di fatti già accertati o sulla base delle statuizioni adottate dal giudice di merito, non risultando perciò necessari ulteriori accertamenti di fatto”.

Perché, quindi, il ricorso possa essere deciso senza il rinvio, la Corte deve poter disporre di elementi definiti in misura sufficiente, senza che sia necessaria la consultazione di atti processuali diversi da quelli accessibili, che, di contro, si risolverebbero in ulteriori accertamenti in fatto, preclusi dall’espressa previsione della norma e incompatibili con il giudizio di legittimità.

La pronuncia in esame era già stata anticipata attraverso un'informazione provvisoria, diffusa il 30 novembre 2017.

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