Sequestro sui beni della società destinataria dell'illecito risparmio

Pubblicato il 03 maggio 2013 Con la sentenza n. 19035 depositata il 2 maggio 2013, la Corte di cassazione ha confermato il sequestro preventivo disposto dai giudici di merito nei confronti dei beni di una Srl nell’ambito di un’indagine in cui il manager della società medesima era accusato di evasione Iva ed Irap.

La Terza sezione penale di Cassazione, a fronte del ricorso presentato dall’imprenditore secondo cui la misura cautelare non poteva riguardare i beni della Srl non potendo ravvisarsi, in capo alla medesima, alcuna responsabilità di tipo oggettivo, ha confermato il sequestro operato, ai sensi del Decreto legislativo n. 231/2001, nei confronti della società in quanto era quest'ultima, di fatto, ad aver risparmiato a causa dell’evasione perpetrata in suo favore dall’amministratore.

Ed infatti – ha spiegato la Suprema corte – la responsabilità amministrativa dell’ente introdotta con il Decreto 231 non costituisce una responsabilità di tipo oggettivo ma discende dalla mancanza di organizzazione da parte del soggetto di vertice, per non aver evitato, cioè, il compimento dell'illecito penale.
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