Stretta sulle ex municipalizzate

Pubblicato il 31 gennaio 2007

Per  il Governo italiano è ormai divenuta una questione di necessità quella del recupero degli aiuti concessi alle ex municipalizzate, così come sono da rivedere le norme sull’esenzione delle ritenute su interessi e royalities. Il rischio, in caso contrario, è quello di incorrere in nuove e pesanti sanzioni da parte degli organi comunitari. Perciò, affinchè l’Italia si adegui al più presto agli obblighi imposti in materia da Bruxelles, già al prossimo Consiglio dei ministri potrebbe essere licenziato un decreto legge ad hoc. Per risolvere in tempi rapidi le due questioni particolarmente delicate si attendono due norme in tutto. Sul recupero delle agevolazioni fiscali alle società controllate dai Comuni (ex municipalizzate), il nostro Paese è ampiamente inadempiente e per tali ragioni è stata già avviata la procedura di infrazione 2456 del caso di mancata attuazione delle misure richieste, sarà inevitabile un rinvio dell’Italia di fronte alla Corte di Giustizia Ue e di seguito il pagamento di pesanti sanzioni pecuniarie (che dovrebbero avere effetto retroattivo). Con il decreto legge in arrivo, il Governo intende ricondurre la competenza dei recuperi degli aiuti alle Entrate, restituendo piena validità al provvedimento datato giugno 2005. L’altra questione su cui Bruxelles ha messo in mora l’Italia è quella del regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e canoni fra società consociate di Stati membri, che mostra comunque un carattere d’urgenza. La procedura d’infrazione è stata aperta in relazione alla decorrenza delle disposizioni di esenzione stabilita dal regolamento attuativo (Dlgs 143/05). Esso ha reso applicabile l’esenzione dalla ritenuta alla fonte sui pagamenti di interessi e canoni fra società consociate di Stati membri soltanto agli interessi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2004, con esclusione degli importi maturati precedentemente e corrisposti a partire dalla stessa data. In tal modo, l’Italia sarebbe venuta meno agli obblighi dettati dagli articoli 1 e 7 della direttiva 2003/49/Ce. Il provvedimento d’urgenza che si appresta ad essere approvato dal Governo dovrebbe servire per sostituire il principio della competenza con quello di cassa.

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