Come avviene ogni fine anno, anche per il 2026 sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale le tabelle elaborate dall’Automobile Club d’Italia (ACI), utilizzate per la determinazione dei fringe benefit relativi ai veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti.
La pubblicazione è stata resa nota tramite comunicato dell’Agenzia delle Entrate, inserito nel Supplemento Ordinario n. 40 alla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025.
Pertanto, le Tabelle ACI vengono aggiornate annualmente e consentono di determinare il valore imponibile del fringe benefit auto, ossia il beneficio economico che deriva dalla concessione in uso ai dipendenti di veicoli aziendali destinati:
Il valore così determinato è imponibile sia ai fini fiscali sia ai fini previdenziali.
Le Tabelle ACI 2026 sono articolate per tipologia di veicolo e per modalità di alimentazione.
Autoveicoli in produzione
Le tabelle distinguono gli autoveicoli in produzione in base all’alimentazione:
Autoveicoli fuori produzione
Per i veicoli fuori produzione, la suddivisione avviene analogamente:
Motoveicoli e autocaravan
Le tabelle includono inoltre:
È opportuno ricordare che l’ACI elabora due differenti tipologie di tabelle:
Le prime vengono pubblicate due volte l’anno, mentre le tabelle per il fringe benefit sono pubblicate una sola volta all’anno, entro il 31 dicembre.
Per il 2026 si applicano i criteri di determinazione del fringe benefit introdotti dalla Legge di Bilancio 2025 (articolo 1, comma 48, L. n. 207/2024), che ha modificato l’articolo 51, comma 4, lettera a), del TUIR.
Il fringe benefit è determinato secondo il consueto meccanismo convenzionale, basato su:
Le nuove percentuali introdotte dal 1° gennaio 2025 – e applicabili anche nel 2026 – si applicano ai veicoli immatricolati e assegnati ai dipendenti dal 2025 in poi. In particolare:
Per i veicoli assegnati sulla base di contratti stipulati prima del 1° gennaio 2025 continua invece ad applicarsi il regime previgente, in base alle disposizioni transitorie.
Le Tabelle ACI 2026 devono essere utilizzate:
Resta ferma la regola secondo cui il fringe benefit:
Accanto all’aggiornamento delle Tabelle ACI, assume rilievo il nuovo quadro in materia di tracciabilità delle spese di trasferta, chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/2025.
In base ai chiarimenti forniti:
La mancata tracciabilità può comportare l’indeducibilità del costo per il datore di lavoro e la possibile riqualificazione fiscale delle somme in capo al dipendente.
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