Tradotti i principi internazionali di revisione da adattarsi alle differenti realtà aziendali

Pubblicato il 26 ottobre 2010

Sul sito internet del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili è stata pubblicata la versione italiana dei principi di revisione internazionale, curati dall’Ifac.

La traduzione in lingua italiana è stata realizzata proprio dal Cndcec, in collaborazione con la Consob e l’Assirevi. Terminata la traduzione, i principi verranno trasmessi alla Commissione europea che valuterà la fedeltà delle versioni e deciderà quali principi adottare. L’iter si considererà concluso nel momento in cui i suddetti principi saranno adottati con Regolamento comunitario e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, diventando, così, norme direttamente applicabili in tutti gli Stati membri.

Al momento, dunque, i principi di revisione tradotti non sono immediatamente applicabili. La traduzione non ha carattere ufficiale e il testo tradotto è da considerarsi ancora in bozza, mentre il testo “autorizzato” rimane quello pubblicato dall’Ifac (www.ifac.org) in lingua inglese.

Il “set” dei principi di revisione internazionali è composto da 33 documenti più un documento sul controllo di qualità. Il nuovo insieme di principi presenta una struttura differente rispetto a quello attualmente in vigore, contenente i principi di revisione emanati dal Cndcec nel 2002 (sulla base degli Isa allora in vigore). I nuovi principi si articolano in cinque sezioni e mostrano delle evidenti novità soprattutto per ciò che riguarda la revisione nelle piccole e medie imprese. Ad esse è stato dedicato un apposito paragrafo ricompreso nella sezione “linee guida e altro materiale informativo”, da titolo: “Considerazioni specifiche per le imprese di dimensioni minori”. Scopo della distinzione è quello di far capire come il processo di revisione, seppur univoco, vada articolato su misura per ogni impresa e adattato soprattutto alle singole dimensioni aziendali e alla complessità dell’impresa controllata.

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