UIF: indicatore sintetico per individuare le società cartiere

Pubblicato il 09 dicembre 2020

L’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia ha messo a punto un nuovo quaderno antiriciclaggio intitolato “Un indicatore sintetico per individuare le cosiddette cartiere”.

Nell’introduzione dello studio, viene ricordato come le cartiere siano società che, emettendo fatture per operazioni inesistenti, permettono a imprese produttive di utilizzarle ai fini sia di evasione fiscale, indicando in bilancio costi inesistenti, sia di riciclaggio o per altri scopi illegali.

L’intento dell’elaborato è quello di fornire un primo contributo all’individuazione delle “cartiere, attraverso, da una parte, un'analisi delle loro caratteristiche sulla base di casistiche derivanti da fonti diverse, dall’altra, mediante l’elaborazione di un indicatore sintetico costruito a partire da alcuni indici elementari di bilancio.

Indicatore sintetico sulla base dei dati di bilancio 

L’indicatore sintetico – da utilizzare come strumento di supporto nell’effettuare un primo screening sulle società potenziali cartiere ma anche per diverse tipologie di analisi - viene sviluppato sulla base delle informazioni disponibili e, in particolare, utilizzando dati di bilancio dell’impresa relativi a struttura produttiva, personale, esposizione finanziaria, dotazione patrimoniale e capacità reddituale.

Esso viene derivato dall’aggregazione lineare di 5 indicatori semplici di bilancio, espressi come rapporti fra variabili del conto economico o dello stato patrimoniale di una società e scelti sulla base delle indicazioni derivanti dall’analisi delle fonti; i denominatori degli indici elementari sono, in base alla tipologia dell’indice, i ricavi o l’attivo/passivo di bilancio.

Quello elaborato nel compendio - viene spiegato - è un indicatore applicabile trasversalmente ai diversi settori economici, ad esclusione delle società finanziarie, di leasing e factoring, immobiliari, le holding e quelle con produzione pluriennale.

Sulla base di una prima verifica della significatività dell’indicatore, effettuata utilizzando il database dell’UIF nell’analisi delle operazioni sospette segnalate in Italia, viene sottolineato come un indicatore sintetico con valori posizionati nella parte bassa della distribuzione sarà indicativo di una società che potrebbe avere le caratteristiche di una cartiera, ossia a cui corrispondono, con maggiore frequenza, società segnalate per frodi nelle fatturazioni e/o per frodi nell’Iva intracomunitaria.

Al netto di possibili casi di falsi positivi, infatti, dette società presentano ricavi elevati pur in assenza di una struttura produttiva, di personale, di finanziamenti propri e bancari e di valore aggiunto.

Rimangono, in ogni caso, necessari ulteriori approfondimenti finanziari, amministrativi e fiscali su di esse.

Nelle conclusioni del quaderno (edizione dicembre 2020), l’indicatore è indicato come “strumento di primo livello nella selezione delle potenziali cartiere” mentre successivi ed ulteriori sviluppi del lavoro “potrebbero raffinare l’indicatore mediante l’utilizzo di metodologie come l’analisi discriminante lineare per definire i pesi degli indici elementari e analisi geo-settoriali che consentano di testare la robustezza statistica dell’indicatore sintetico e dei singoli indici elementari che lo compongono”.

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