Abogados: inchiesta, in Spagna, su 500 italiani

Pubblicato il 22 settembre 2018

In Spagna, è stata avviata un’inchiesta penale sull’esame di abilitazione alla professione di avvocato svolto a Madrid, università pubblica Rey Juan Carlda, e che ha coinvolto, nel 2016, circa 500 studenti italiani.

Il “caso màster” sarebbe stato sollevato dall’Osservatorio anti corruzione spagnolo, dopo le diverse segnalazioni ricevute.

Mascherin (CNF): mercanteggiamento di titoli da disapprovare

La notizia è stata commentata dal Consiglio nazionale Forense in un comunicato datato 21 settembre 2018, dove il presidente del CNF ha sottolineato il proprio disappunto su chi lucra sul mercato dei titoli nonché la necessità che l’Europa ne prenda atto e faccia qualcosa.

Per Mascherin, l'apertura dell'inchiesta della magistratura spagnola “sulle presunte condotte illecite di chi tenta di conseguire in Spagna titoli di studio fraudolenti per esercitare la professione di avvocato anche in Italia, conferma il convincimento sempre manifestato dal Consiglio Nazionale Forense che la normativa comunitaria e quella dei singoli Stati debbano assicurare l’ingresso nell’Albo forense di professionisti in possesso delle attitudini e delle qualità tecniche e morali per l’esercizio della professione forense”.

Il Consiglio Nazionale Forense – ha continuato il presidente del CNF - seguirà con grande attenzione l’indagine spagnola, “certo che i Consigli territoriali nell’ambito delle loro competenze verificheranno che il conseguimento del titolo da parte degli avvocati stabiliti, sia stato acquisito nel rispetto dei requisiti imperativi della legislazione di provenienza”.

La libertà di stabilimento - ha concluso il rappresentante del Consiglio Nazionale Forense - in nessun caso “può legittimare condotte abusive in danno dei tanti giovani avvocati che acquisiscono il titolo professionale all’esito di un lungo ed impegnativo percorso di formazione giuridica e deontologica”.

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