Aborto eugenetico, nessun varco

Pubblicato il 13 maggio 2009
La terza sezione civile della Cassazione, con sentenza n. 10741 dell'11 maggio 2009, si è pronunciata in una vicenda riguardante una madre che, a seguito delle gravi difficoltà a rimanere incinta, si era sottoposta ad una cura farmacologi per stimolare l'ovulazione. A causa dei farmaci, però, dalla gravidanza era nato un bimbo gravemente malformato. La famiglia aveva, così, fatto causa ai medici perché non era stata informata dei pericoli che potevano derivare dalla somministrazione farmacologica ottenendo dai giudici di merito il riconoscimento del diritto ad essere risarciti. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione spiegando che, nel caso di specie, il diritto al risarcimento derivava sia dal fatto che i genitori non avevano prestato alcun consenso informato sia a causa della trasgressione, da parte dei medici, dello specifico obbligo di non somministrare farmaci potenzialmente pericolosi per il nascituro stesso. La Corte ha poi operato una distinzione precisando come non vi sarebbe stato alcun diritto al risarcimento se il consenso informato fosse necessitato solo ai fini dell'interruzione di gravidanza "stante la non configurabilità - nel nostro ordinamento - di un diritto a non nascere se non sano”.
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