Accertamenti: rileva anche la documentazione extracontabile

Pubblicato il 16 febbraio 2010
La Corte di legittimità, Sezione tributaria, con sentenza n. 3388 del 12 febbraio, ha ribaltato la decisione con cui i giudici di merito avevano annullato un accertamento Iva notificato ad un'azienda sulla base della verifica, da parte della Guardia di finanza, di alcuni documenti extracontabili rinvenuti, senza autorizzazione, nel centro di elaborazione dell'azienda stessa.

I giudici di Cassazione, in particolare, hanno precisato che anche la cosiddetta contabilità in nero, comprensiva di appunti personali, annotazioni o informazioni dell'imprenditore, costituisce “un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti della gravità, precisione e concordanza” per come prescritti dall'articolo 39, Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. Ne consegue che, se a seguito di ispezione “venga rinvenuta documentazione non obbligatoria astrattamente idonea ad evidenziare l'esistenza di operazioni non contabilizzate", tale documentazione, pur in assenza di irregolarità contabili, "non può essere ritenuta di per sé priva di rilevanza probatoria dal giudice”.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Bonus assunzioni giovani 2026 under 30 e under 35: proroghe e novità in arrivo

28/04/2026

Content creator ed influencer: obbligo contributivo nel settore spettacolo

28/04/2026

Enpacl: come calcolare e versare i contributi in scadenza

28/04/2026

ISA 2025, pubblicato il decreto MEF con i correttivi congiunturali

28/04/2026

Rottamazione quinquies: ultime ore per presentare la domanda

28/04/2026

Mediazione obbligatoria: chiarimenti sulla condizione di procedibilità

28/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy