Accertamento induttivo se si “sospettano” operazioni inesistenti

Pubblicato il 23 febbraio 2010 Con la sentenza n. 4013 del 2010, i giudici della Corte di Cassazione hanno espresso il principio di diritto secondo cui in materia di Iva, se l’Amministrazione finanziaria contesta al contribuente una contabilità irregolare perché riferita ad operazioni inesistenti, sarà onere del contribuente dimostrare la legittimità della correttezza della detrazione di fatture Iva. La prova, però, non può limitarsi all’esibizione di fatture che possono essere utilizzate fittiziamente e che rappresentano, quindi, solo prove indiziarie e che devono essere valutate alla stregua di tutti gli altri elementi processuali. Dunque, il Fisco può avviare un accertamento induttivo anche in presenza di una contabilità formalmente corretta, ma riferita ad operazioni inesistenti. Non occorrono presunzioni gravi per legittimare il controllo del Fisco.
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