Alfano: non si torna indietro sull'obbligatorietà della mediazione

Pubblicato il 26 maggio 2011 Si è svolto ieri, 25 maggio, presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma, l'atteso convegno organizzato dal ministero della Giustizia sul tema “Mediazione: fra efficienza e competitività “.

Nel corso dell'incontro, il Guardasigilli ha confermato che, per quel che riguarda l'obbligatorietà della conciliazione, non verrà fatto alcun passo indietro. Per Alfano, “l'obbligo c'è e rimane, per poter consolidare quest'idea nella società, ed incrementare, così, i casi di mediazione volontaria”. In ogni caso, nei confronti degli organismi di mediazione – sottolinea il ministro - “non avremo uno sguardo distratto sulla questione e non saremo affatto benevoli nei controlli affinché ci sia il massimo rispetto delle regole da parte degli organismi abilitati”.

Ribadita, altresì, la validità dell'accordo raggiunto con il Cnf relativamente all'assistenza obbligatoria dei legali in ogni fase della procedura conciliativa. Per quel che concerne, invece, il contenzioso previdenziale, il ministro annuncia che verrà posta in essere qualche modifica a seguito della definizione dei confini del relativo arretrato.

Sono intervenuti al convegno anche il presidente del Cnf, Guido Alpa, ed il presidente dell'Anm, Luca Palamara. Alpa, in particolare, ha ribadito la contrarietà del Cnf dinanzi al tema dell'obbligatorietà dello strumento conciliativo. Palamara, dal canto suo, pur riconoscendo le potenzialità della mediazione come strumento di deflazione, ha evidenziato la necessità di alcune azioni preliminari come l'eliminazione dai tribunali tutte le cause inutili, l'investimento in maggiori risorse umane, l'informatizzazione delle attività.

Durante l'appuntamento è stato anche un primo bilancio sulla mediazione: la maggior parte dei conciliatori è rappresentata da avvocati (60%), da commercialisti (9%) e da laureati in giurisprudenza (5%). Le richieste di conciliazione, tra il 21 marzo e il 30 aprile, si sono attestate in poco più di 5mila a cui vanno aggiunte le oltre 800 domande in giacenza come procedure facoltative. 1.300 le mediazioni già definite.  
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