Anai: riforma forense boicottata dal ministero della Giustizia

Pubblicato il 05 settembre 2013 L'Associazione nazionale avvocati italiani (Anai), con comunicato stampa del 4 settembre 2013, ha illustrato la propria preoccupazione per quello che definisce “l'ostruzionismo del Ministero della Giustizia” nei confronti della riforma forense, per come manifestato con la decadenza dalla delega legislativa sulle società tra avvocati.

Secondo il presidente dell'Anai, Maurizio de Tilla, la scelta operata farebbe tornare “il problema dei soci di capitale che favoriscono intromissioni di multinazionali e criminalità organizzata all'interno degli studi professionali, con violazione dei principi di indipendenza e legalità stabiliti nel testo di riforma approvato dal Parlamento”.

Nel testo della nota, l'Anai evidenzia preoccupazione anche con riferimento alla constatazione “che il Ministero ha già manifestato la propria contrarierà ai parametri indicati dal Cnf”, al ritardo, senza alcuna giustificazione, dei regolamenti ministeriali in materia di specializzazione, di disciplina e di assicurazione obbligatoria.

Ciò che si evidenzia – tuona l'associazione - è la conferma di un complessivo “boicottaggio” della riforma.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy