Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2025 ha approvato due provvedimenti fondamentali in materia di flussi migratori e ingresso legale dei lavoratori stranieri in Italia.
Si tratta di un pacchetto normativo che avrà un impatto diretto sulla gestione del mercato del lavoro nazionale, con particolare attenzione al settore domestico, agricolo e turistico, e che segnerà le linee guida della politica migratoria italiana per il triennio 2026-2028.
Entriamo nel dettaglio.
Il primo provvedimento approvato è un decreto legge che proroga fino al 2028 la misura sperimentale introdotta dal decreto legge n. 145/2024 relativa agli ingressi cosiddetti “fuori quota” per assistenti familiari, in particolare badanti e caregiver dedicati ad anziani ultraottantenni e persone con disabilità.
La proroga conferma dunque un canale speciale di ingresso che consente ogni anno l’arrivo di diecimila lavoratori stranieri destinati al settore dell’assistenza domestica, comparto che risponde a un bisogno crescente della società italiana caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione.
Il secondo atto approvato è invece il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) sui flussi di ingresso dei lavoratori stranieri per il triennio 2026-2028, che definisce in modo dettagliato le quote numeriche e la ripartizione degli ingressi per lavoro subordinato, autonomo e stagionale, con una pianificazione complessiva di 497.550 unità distribuite tra il 2026 e il 2028.
Entrambe le misure si collocano in un contesto politico e sociale complesso. Da un lato, vi è infatti la necessità di sostenere le famiglie italiane, che sempre più spesso ricorrono a personale qualificato per la cura degli anziani e delle persone non autosufficienti; dall’altro, il Governo deve contemperare tale esigenza con la volontà di esercitare un controllo rigoroso sugli ingressi e prevenire canali di immigrazione non regolamentata.
In questo difficile equilibrio si inserisce la mediazione raggiunta tra le diverse posizioni politiche all’interno della maggioranza: il sostegno a un rafforzamento degli ingressi regolari per rispondere alla domanda reale di manodopera, e la necessità di fissare paletti numerici e condizioni stringenti per evitare un’apertura indiscriminata dei flussi.
L’importanza delle nuove disposizioni non riguarda solo l’aspetto sociale, ma anche il funzionamento del mercato del lavoro italiano.
I settori agricolo e turistico, storicamente caratterizzati da un forte ricorso a manodopera straniera stagionale, vedranno una pianificazione dettagliata delle date di accesso e dei cosiddetti click day, durante i quali le aziende potranno presentare le domande di nulla osta all’assunzione.
A questo si aggiunge l’estensione del decreto anche ad altri comparti produttivi, tra cui commercio, logistica, tessile, metallurgico e sanità, a testimonianza della crescente necessità di personale in più ambiti economici.
Dal punto di vista operativo, l’approvazione del decreto legge e del DPCM segna però solo un primo passo: sarà infatti necessario attendere la pubblicazione in gazzetta ufficiale e, successivamente, la circolare congiunta dei ministeri dell’interno, del lavoro, dell’agricoltura e del turismo che disciplinerà le modalità concrete di presentazione delle domande.
Questa misura nasce, come accennato, con il decreto legge n. 145/2024 che ha introdotto, a titolo sperimentale, la possibilità di autorizzare diecimila ingressi annui fuori quota per rispondere alla crescente domanda di assistenza familiare e al tempo stesso testare un modello regolamentato di ingresso differente dalle quote ordinarie previste dal decreto flussi.
Il decreto legge stabiliva infatti che le richieste non potessero essere presentate direttamente dalle famiglie ma esclusivamente tramite associazioni di categoria del settore domestico o tramite agenzie autorizzate per il lavoro, meccanismo pensato per ridurre i rischi di abuso e per garantire una selezione più trasparente.
Il provvedimento approvato nell’ottobre 2025 conferma integralmente la misura e la proroga fino al 2028, consolidando un canale di ingresso che, seppure sperimentale, ha già mostrato la propria utilità.
La scelta di estendere la misura per ulteriori tre anni non è stata immediata, ma è stata il frutto di una mediazione politica. Nella prima versione del decreto, infatti, il Governo aveva ipotizzato di trasformare questo canale sperimentale in una norma strutturale, eliminando anche il tetto numerico dei diecimila ingressi.
Dopo settimane di confronto tra Palazzo Chigi, il ministero dell’interno e quello del lavoro, la soluzione finale è stata quella di mantenere la misura come sperimentazione prorogata fino al 2028, confermando il tetto numerico e ribadendo le modalità di richiesta già previste dal Dl 145/2024.
La decisione consente dunque di garantire un sostegno concreto alle famiglie italiane, che sempre più spesso necessitano di assistenza domiciliare, ma allo stesso tempo di mantenere un controllo puntuale sugli ingressi.
Uno degli elementi centrali del provvedimento è la conferma del limite massimo di diecimila ingressi annui per badanti e assistenti familiari.
Dal punto di vista pratico, i dati raccolti nel 2024 hanno mostrato che le richieste effettive non hanno saturato immediatamente il tetto previsto: al 18 giugno 2025, ad esempio, erano state presentate circa 1.300 domande di nulla osta, pari al 13% del totale disponibile, dato che ha rassicurato il Governo sulla capacità di gestire la misura senza rischi di sovraccarico, pur lasciando aperta la possibilità di incrementare le domande in futuro.
Modalità di richiesta
Un aspetto essenziale della normativa riguarda le modalità di presentazione delle domande: le famiglie non possono inoltrare direttamente la richiesta di ingresso per un lavoratore straniero, ma devono rivolgersi a:
La procedura garantisce un doppio livello di controllo: da un lato sulla veridicità delle domande e sulla correttezza delle pratiche amministrative, dall’altro sulla qualificazione dei lavoratori che entrano nel territorio nazionale.
Inoltre, la presentazione tramite associazioni e agenzie consente di avere un monitoraggio centralizzato delle richieste, rendendo più semplice la raccolta dei dati, l’analisi dei fabbisogni reali delle famiglie e l’eventuale ridefinizione delle quote negli anni successivi.
Il DPCM sui flussi 2026-2028, approvato dal Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2025, definisce invece in modo puntuale non solo i numeri complessivi e la suddivisione annuale degli ingressi di lavoratori stranieri in Italia, ma anche i settori produttivi coinvolti.
La novità principale di questo provvedimento è rappresentata dall’estensione dei flussi di ingresso a comparti che finora non erano inclusi, ampliando così l’offerta di manodopera regolare a nuove aree del mercato del lavoro italiano.
Estensione ad altri comparti produttivi
La programmazione triennale 2026-2028 conferma il ruolo centrale dei settori tradizionali, come quello agricolo e quello turistico, che da anni rappresentano la principale destinazione della manodopera straniera stagionale. Tuttavia, il decreto introduce una novità significativa: l’apertura dei flussi anche ad altri comparti, segnalando un’evoluzione strutturale del fabbisogno occupazionale.
L’inclusione di questi settori rappresenta un cambiamento di rilievo rispetto ai decreti flussi precedenti.
Accanto alle nuove aperture, il settore domestico continua a mantenere un ruolo di rilievo: il decreto stabilisce infatti una quota specifica di 13.600 ingressi annui destinati a colf, badanti e baby sitter, lavoratori che forniscono servizi essenziali alle famiglie italiane.
Questa quota deve essere peraltro distinta dagli ingressi fuori quota disciplinati dal decreto legge approvato contestualmente al DPCM.
La differenza è sostanziale:
Questa distinzione è importante anche in termini di politica migratoria: da un lato si garantisce una disponibilità minima e costante di lavoratori domestici, dall’altro si rafforza un canale dedicato a un settore in forte sofferenza, quello dell’assistenza alla popolazione anziana e non autosufficiente.
Uno degli aspetti più rilevanti del DPCM riguarda la definizione delle procedure operative e delle scadenze per l’invio delle domande, che seguono il modello già sperimentato negli anni precedenti con i cosiddetti click day.
Vediamo di seguito
Click day 2026
Il calendario per il 2026 è stato già fissato e prevede quattro date principali.
Un altro punto innovativo riguarda la precompilazione delle domande sul portale ALI (Applicativi Lavoro Immigrazione) del ministero dell’interno, procedura già introdotta a titolo sperimentale che diventa ora strutturale.
La precompilazione consente di:
|
Anno/Data |
Categoria di lavoratori |
Numero ingressi autorizzati |
|---|---|---|
|
2026 |
Totale ingressi autorizzati |
164.850 |
|
2027 |
Totale ingressi autorizzati |
165.850 |
|
2028 |
Totale ingressi autorizzati |
166.850 |
|
Triennio 2026-2028 |
Totale complessivo ingressi |
497.550 |
|
|
Lavoro subordinato non stagionale e autonomo (2026-2028) |
230.550 |
|
|
Lavoro stagionale (2026-2028) |
267.000 |
|
12 gennaio 2026 |
Lavoratori stagionali agricoli |
Quota parte dei 267.000 |
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9 febbraio 2026 |
Lavoratori stagionali turistici |
Quota parte dei 267.000 |
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16 febbraio 2026 |
Lavoratori subordinati non stagionali (inclusi 650 autonomi) |
76.850 |
|
18 febbraio 2026 |
Colf, badanti e baby sitter (quota ordinaria) |
13.600 |
|
18 febbraio 2026 |
Lavoratori “qualificati” (imprenditori, manager, artisti, ecc.) |
500 |
|
Fuori quota (2026-2028) |
Assistenti familiari per anziani >80 anni e disabili |
10.000 annui |
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