Associazione mafiosa per l’infermiere del boss

Pubblicato il 26 aprile 2012 Con sentenza n. 5909 del 2012, la Corte di cassazione ha confermato la decisione di condanna per associazione mafiosa disposta dai giudici dei gradi di merito nei confronti di un infermiere che aveva provveduto, per lungo tempo, alla somministrazione di un farmaco antitumorale ad un boss di mafia.

I giudici di legittimità hanno, in particolare, aderito alla qualificazione giuridica del reato per come effettuata dalle Corti di merito, le quali avevano escluso che la condotta dell’imputato potesse ritenersi un favoreggiamento aggravato di cui all'articolo 378, comma 2, del Codice penale.

Nel dettaglio – si legge nel testo della decisione – era da considerare determinante la circostanza che l’accusato, con la sua condotta aveva, da un lato, assicurato al boss il mantenimento della sua capacità gestionale anche nella situazione della latitanza, e dall’altro, aveva anche consentito il mantenimento di alcuni collegamenti epistolari del capo malavitoso.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Concorso magistrati ausiliari onorari: bando CSM in scadenza

10/04/2026

Reddito di libertà: aumento a 530 euro e ripartizione delle risorse

10/04/2026

Comunicazione rilevante Global minimum tax: regole, termini e invio

10/04/2026

Casa familiare intestata a un coniuge: indennizzo all'altro se c’è sproporzione

10/04/2026

Visto di conformità leggero: controllo anche sostanziale

10/04/2026

Procedure di insolvenza UE: norme comuni e pre-pack

10/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy