Banca tenuta a buona fede con fideiussore

Pubblicato il 10 agosto 2016

L’istituto di credito che concede finanziamenti al debitore principale anche se ne conosce le difficoltà economiche, fidando solo nella solvibilità del fideiussore e senza informare quest’ultimo dell’aumentato rischio e senza chiederne la preventiva autorizzazione, viola gli obblighi generici e specifici di correttezza e buona fede contrattuale.

Per quel che riguarda poi la fideiussione per obbligazione futura, la garanzia fideiussoria è da ritenere nulla ogni qual volta la condotta della banca beneficiaria della fideiussione non sia improntata, nei confronti del fideiussore, al rispetto dei principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto.

Questo si verifica qualora la nuova concessione di credito sia avvenuta nonostante il peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie del debitore principale, sì che possa ritenersi che la banca abbia agito nella consapevolezza di un’irreversibile situazione di insolvenza e, quindi, senza la dovuta attenzione anche nell’interesse del fideiussore

I suddetti principi sono stati enunciati dalla Corte di cassazione nel testo della sentenza n. 16827 del 9 agosto 2016.

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