Chiropratica con Iva ordinaria

Pubblicato il 31 luglio 2009

Un dottore in chiropratica, con titolo conseguito negli Stati Uniti, fa sapere di aver sempre assoggettato ad Iva le prestazioni professionali rese nell’esercizio della propria attività, anche se in Italia la chiropratica non è riconosciuta tra le prestazioni sanitarie. Con la Finanziaria 2008 è stato istituito il registro dei dottori in chiropratica per chi è in possesso di diploma di laurea magistrale o titolo equipollente. L’Istante vuole sapere, a questo punto, se gli iscritti al suddetto albo possono beneficiare dell’esenzione Iva di cui all’articolo 10, n. 18 del Dpr 633/72 come prestazioni sanitarie.

Con la risoluzione n. 197/E di ieri, l’agenzia delle Entrate ribadisce che l’istituzione del registro dei dottori in chiropratica inserisce quest’ultimi tra i professionisti sanitari di grado primario, mentre è rinviata ad un decreto attuativo ancora non emanato la definizione delle competenze tipiche di questa figura professionale. Pertanto, in attesa del decreto di attuazione, che delinei la suddetta figura professionale e l’ordinamento didattico per ottenere il riconoscimento professionale, le prestazioni professionali rese da un chiropratico non possono essere riconosciute tra quelle sanitarie e, dunque, continuano a scontare l’Iva nella misura ordinaria del 20%.

Roberta Moscioni

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