Confermato il sequestro di "stamina". Medicinale imperfetto e pericoloso

Pubblicato il 06 giugno 2015

La Corte di Cassazione, sesta sezione penale, con le pronunce n.ri 24242 e 24243 depositate il 5 giugno 2015, ha confermato il sequestro a suo tempo disposto (21 aprile 2015) delle cellule staminali stoccate presso i laboratori ospedalieri, nell'ambito del processo penale contro l'ideatore del metodo "stamina".

A detta della Corte infatti, il trattamento terapeutico in questione non sarebbe supportato da dati, pubblicazioni e procedure scentifiche validate, le metodiche non sono dettagliate e le caratteristiche proprietà delle cellule staminali non adeguatamente documentate.

Più precisamente – ha chiarito la Suprema Corte dopo ampia documentazione tecnica e normativa – si ha a che fare con un medicinale a tutti gli effetti imperfetto, tale da doversi ritenere, fra gli altri, quello non preparato secondo le rigorose prescrizioni scientifiche o secondo i precetti della farmaceutica (d'altra parte non è neanche autorizzato dall'Aifa), la cui somministrazione è considerata pericolosa dal legislatore, a prescindere da concreti effetti negativi o anche dall'assenza di benefici sulla salute dei pazienti.

Tutti effetti che tuttavia, nel caso di specie, sono stati riscontrati, se si consideri che, secondo una studio dell'Ansa, circa il 25% dei malati che si sono sottoposti alla cura "stamina" – e per i quali è stato possibile consultare le cartelle cliniche – hanno denunciato eventi avversi (di cui il 14% anche gravi), mentre molti di essi non ne hanno ottenuto alcun beneficio, se non addirittura un peggioramento delle proprie condizioni.

Alla luce di ciò, la Cassazione ha dunque concluso che il farmaco in questione costituisce un pericolo per la salute pubblica, tale da ravvisare l'esigenza di mantenerne il sequestro preventivo.  

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