Consulta: ricettazione, sì alla confisca allargata

Pubblicato il 22 febbraio 2018

La Consulta si è pronunciata in ordine ad una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Reggio Calabria con riferimento alle previsioni sulla confisca allargata, contenute nel Codice antimafia.

Il giudizio di costituzionalità ha investito l’articolo 12-sexies, comma 1, del Decreto legge n. 306/1992 (Codice antimafia), nella parte in cui include il delitto di ricettazione tra quelli per i quali, nel caso di condanna o di patteggiamento, è sempre disposta la speciale confisca prevista dal medesimo articolo 12-sexies. La norma è stata censurata per asserita violazione dell’articolo 3 della Costituzione.

La Corte costituzionale - sentenza n. 33 del 21 febbraio 2018 – pur ritenendo non fondata la relativa questione e confermando, quindi, la confisca allargata per i reati di ricettazione, ha voluto sottolineare "a fronte del riscontrato accrescimento della compagine dei reati cui è annessa la misura ablativa speciale" alcune esigenze di cui il legislatore dovrebbe tener conto.

Ha formulato, in particolare, l’auspicio che la selezione dei “delitti matrice della confisca allargata, avvenga “secondo criteri ad essa strettamente coesi e, dunque, ragionevolmente restrittivi”.

Sottolineata anche l’opportunità che “la rassegna dei reati presupposto si fondi su tipologie e modalità di fatti in sé sintomatiche di un illecito arricchimento del loro autore, che trascenda la singola vicenda giudizialmente accertata, così da poter veramente annettere il patrimonio “sproporzionato” e “ingiustificato” di cui l’agente dispone ad una ulteriore attività criminosa rimasta “sommersa”. Questo per evitare “evidenti tensioni” per quel che riguarda le garanzie che devono assistere misure sicuramente invasive sul piano patrimoniale.

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