Cooperative compliance Nuove lettere sulle anomalie Iva

Pubblicato il 27 marzo 2017

Parte la campagna di cooperative conpliance fiscale del 2017. Il via libera lo segna il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, con il quale si inaugura la stagione delle lettere di quest’anno e, contemporaneamente, si fanno partire i controlli per chi non si è adeguato agli inviti ricevuti negli ultimi anni.

I numeri

Sono esattamente 28.440 gli inviti bonari che l'Agenzia delle Entrate ha già preparato e che saranno indirizzati ad altrettanti contribuenti, contenenti le anomalie emerse dall’incrocio dei dati forniti al Fisco attraverso lo spesometro con quelli indicati in dichiarazione dai contribuenti.

Il secondo passo dell’operazione compliance sull’Iva riguarda, invece, il piano di controlli su coloro i quali, pur avendo ricevuto lo scorso anno le lettere di alert relative allo spesometro del 2013, non si sono mossi e non hanno dato cenni di ravvedimento. In totale sono circa 18.500 i riscontri programmati a partire da aprile.

Per questa attività è attesa una stretta sinergia tra l'Agenzia delle Entrate e la Guardi di Finanza.

Modalità con le quali le anomalie sono comunicate

Con il provvedimento n. prot. 57490 del 24 marzo 2017, l'Agenzia delle Entrate detta le disposizioni sulle modalità con le quali le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati, da cui risultano le anomalie riscontrate, sono messe a disposizione dei contribuenti e della GdF, anche mediante strumenti informatici.

Obiettivo della comunicazione è quello di stimolare i contribuenti a collaborare con il Fisco, fornendo a loro volta le informazioni utili a sanare le eventuali irregolarità e, di conseguenza, ad evitare i successivi controlli. In altri termini, il contribuente sulla base delle lettere che riceve può fornire all'Agenzia elementi, fatti e circostanze che la stessa non conosce per giustificare la presunta anomalia, oppure porre rimedio agli eventuali errori od omissioni, mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

Nello specifico, le comunicazioni riportano le seguenti notizie:

L’Agenzia delle Entrate trasmette le suddette comunicazioni tramite un messaggio PEC e le rende consultabili anche nel “Cassetto fiscale” del titolare di partita Iva.

Il contribuente, anche tramite intermediari abilitati, può chiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate o segnalare eventuali elementi, fatti e circostanze a essa sconosciuti.

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