Sicurezza sul lavoro: cosa prevede il piano integrato 2026

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Con il decreto ministeriale 12 febbraio 2026, n. 20 il Ministero del lavoro ha adottato ufficialmente il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per l’anno 2026, strumento di programmazione strategica in materia di sicurezza sul lavoro, prevenzione degli infortuni e rafforzamento dei controlli ispettivi.

Il provvedimento si colloca in continuità con il Piano 2025 ma introduce un ulteriore consolidamento dell’approccio integrato tra prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità d’impresa, in coerenza con il quadro normativo nazionale ed europeo.

Il DM n. 20/2026 si fonda su un sistema normativo articolato, che costituisce la cornice giuridica di riferimento per le politiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza)
    Rappresenta la disciplina generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Testo Unico Sicurezza definisce obblighi, responsabilità e misure di prevenzione a carico di datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori.

  2. Decreto legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito con modificazioni dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198
    Il decreto-legge 159/2025 ha introdotto misure urgenti per il rafforzamento della tutela della salute e sicurezza sul lavoro, incidendo su:

    • sistema degli incentivi INAIL,

    • vigilanza in materia di appalti e subappalti,

    • tracciamento dei mancati infortuni (near miss),

    • premialità per imprese virtuose.

  3. Strategia dell’Unione Europea 2021-2027 per la salute e sicurezza sul lavoro
    Documento programmatico europeo che individua tre direttrici principali:

    • anticipare e gestire il cambiamento nel mondo del lavoro,

    • migliorare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali,

    • rafforzare la preparazione alle future crisi sanitarie.

Il Piano integrato 2026 si inserisce quindi in una logica multilivello, nella quale la normativa nazionale e gli indirizzi europei convergono verso un sistema di prevenzione strutturato e coordinato.

La finalità principale del Piano integrato per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 è infatti il rafforzamento sistemico delle politiche di prevenzione, attraverso un approccio integrato che coinvolge Ministero del lavoro, INAIL e l’ispettorato nazionale del lavoro.

Le direttrici strategiche possono essere sintetizzate in tre macro-obiettivi.

1. Rafforzamento dell’approccio “Vision Zero”

Il Piano 2026 valorizza il principio della Vision Zero”, ovvero la prospettiva secondo cui ogni infortunio sul lavoro è prevenibile attraverso:

  • corretta valutazione dei rischi,
  • formazione adeguata,
  • adozione di misure tecniche e organizzative efficaci,
  • vigilanza mirata e coordinata.

L’approccio non si limita alla riduzione statistica degli eventi infortunistici ma mira alla costruzione di una cultura della sicurezza diffusa, che coinvolga imprese, lavoratori, istituzioni e sistema scolastico.

2. Riduzione sistematica degli infortuni sul lavoro

Il Piano integrato 2026 prevede azioni coordinate per contrastare il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, con particolare attenzione ai settori a maggiore rischio, quali:

  • edilizia,
  • agricoltura,
  • manifatturiero,
  • logistica e trasporto.

La riduzione sistematica degli infortuni si realizza attraverso campagne informative, incentivi economici alle imprese virtuose, digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio e utilizzo integrato delle banche dati vigilanza.

Il collegamento con il decreto legge 31 ottobre 2025, n. 159 rafforza poi ulteriormente la dimensione preventiva, introducendo strumenti di premialità e meccanismi di responsabilizzazione dei datori di lavoro.

3. Integrazione tra prevenzione, vigilanza e formazione

Uno degli elementi qualificanti del Piano integrato salute e sicurezza 2026 è l’integrazione tra tre leve operative.

  • Prevenzione, attraverso incentivi, bandi INAIL e sostegno alle imprese.
  • Vigilanza, mediante campagne ispettive mirate e basate su analisi dei dati infortunistici.
  • Formazione, con iniziative rivolte a lavoratori, datori di lavoro, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e giovani in percorsi di Formazione Scuola-lavoro.

Questa integrazione consente di superare una visione frammentata della sicurezza sul lavoro e di adottare un modello coordinato di governance, in linea con le migliori prassi europee.

Il DM 20/2026 stabilisce espressamente i termini di efficacia del Piano integrato per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  • Entrata in vigore: 12 febbraio 2026: ll Piano decorre dalla data di adozione del decreto ministeriale.

  • Durata: fino al 31 dicembre 2026: ll Piano ha validità annuale e potrà essere oggetto di revisione o aggiornamento in presenza di sopravvenute esigenze normative o operative.

Obiettivi strategici del Piano integrato sicurezza 2026

Il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro adottato con il decreto ministeriale 12 febbraio 2026, n. 20 definisce un insieme organico di obiettivi strategici finalizzati al rafforzamento della prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

  1. Sensibilizzazione e formazione di giovani e lavoratori.
  2. Sostegno alle imprese e incentivi economici.
  3. Rafforzamento delle tutele nei settori a rischio.
  4. Attuazione di controlli mirati e coordinati.

Sensibilizzazione e formazione di giovani e lavoratori

Il primo obiettivo strategico del Piano integrato 2026 riguarda la diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla formazione continua e all’educazione preventiva.

L’azione si sviluppa su due livelli:

  • Formazione dei lavoratori e delle figure della prevenzione, mediante:

    • percorsi formativi finanziati da INAIL,

    • aggiornamento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS),

    • iniziative specifiche rivolte ai settori ad alta incidenza infortunistica.

  • Coinvolgimento della popolazione giovanile, attraverso:

    • iniziative nell’ambito della “Formazione Scuola-lavoro”;

    • integrazione delle conoscenze di base in materia di salute e sicurezza nei programmi di educazione civica;

    • campagne informative destinate agli studenti.

La scelta di investire nella formazione preventiva risponde a una logica di medio-lungo periodo: la riduzione degli infortuni sul lavoro non dipende esclusivamente dall’intensificazione dei controlli, ma richiede un cambiamento culturale stabile e strutturato.

Il Piano integrato sicurezza 2026 individua quindi la formazione come leva primaria per:

  • migliorare la consapevolezza dei rischi;
  • promuovere comportamenti responsabili;
  • rafforzare la collaborazione tra datore di lavoro e lavoratori.

Sostegno alle imprese e incentivi economici

Il secondo asse strategico riguarda il sostegno alle imprese, con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese, che rappresentano la quota prevalente del tessuto produttivo nazionale.

Il Piano integrato 2026 valorizza strumenti economici già esistenti e rafforzati dal Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, tra cui:

  • revisione delle aliquote di oscillazione INAIL in funzione dell’andamento infortunistico;
  • incentivi per imprese virtuose;
  • finanziamenti a fondo perduto per progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza;
  • sostegno all’adozione di sistemi di gestione della sicurezza (SGSL).

L’obiettivo è creare un sistema di premialità, nel quale le imprese che investono in prevenzione ottengono benefici economici misurabili.

Il sostegno economico non è inteso come misura assistenziale, ma come strumento di politica industriale orientata alla sicurezza. Investire in prevenzione consente infatti di:

  • ridurre i costi indiretti degli infortuni;
  • migliorare la produttività;
  • aumentare la reputazione aziendale;
  • rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Particolare rilievo assume il coordinamento tra Ministero del lavoro, INAIL e altre amministrazioni competenti, al fine di evitare frammentazioni e garantire coerenza tra incentivi e controlli.

Rafforzamento delle tutele nei settori a rischio

Il terzo obiettivo strategico del Piano integrato sicurezza 2026 riguarda il rafforzamento delle tutele nei settori caratterizzati da maggiore esposizione al rischio infortunistico.

L’individuazione dei settori prioritari avviene sulla base dell’analisi dei dati sugli infortuni gravi e mortali, nonché delle denunce di malattia professionale.

L’approccio adottato è di tipo selettivo e basato su evidenze statistiche, al fine di concentrare le risorse pubbliche dove il rischio è più elevato.

Settori prioritari individuati

I principali settori oggetto di attenzione sono:

  • Costruzioni

Il settore delle costruzioni continua a registrare un’elevata incidenza di infortuni gravi e mortali, in particolare per cadute dall’alto, utilizzo di ponteggi e lavori su coperture e gestione di cantieri temporanei o mobili.

Il Piano integrato 2026 prevede un rafforzamento delle misure di controllo nei cantieri, anche in relazione alla patente a crediti, introdotta dalla normativa recente.

  • Agricoltura

Il comparto agricolo presenta criticità connesse a ribaltamento di macchine agricole, utilizzo di trattori obsoleti, lavoro stagionale.

Il Piano promuove interventi di ammodernamento delle attrezzature e incentivi per la sicurezza, in coordinamento con le politiche di contrasto al lavoro irregolare.

  • Manifatturiero

Il settore manifatturiero concentra una quota significativa di infortuni in occasione di lavoro.

Le criticità principali riguardano l’utilizzo di macchinari complessi, la movimentazione manuale dei carichi, l’esposizione a rischi tecnopatici.

  • Trasporto e logistica

Il settore del trasporto e magazzinaggio evidenzia rischi legati a incidenti stradali in itinere, utilizzo di carrelli elevatori, movimentazione merci.

Il Piano integrato sicurezza 2026 prevede campagne ispettive mirate e iniziative formative specifiche per ridurre il numero di eventi con esito grave.

Attuazione di controlli mirati e coordinati

Il quarto asse strategico riguarda l’attuazione di controlli mirati e coordinati, affidati principalmente all’ispettorato nazionale del lavoro.

La pianificazione delle attività ispettive non si basa esclusivamente sulla classificazione ATECO, ma sull’analisi dei dati reali relativi a:

  • infortuni mortali;
  • infortuni gravi;
  • malattie professionali.

Questo metodo consente di:

  • orientare i controlli verso i contesti più critici;
  • evitare dispersione di risorse;
  • migliorare l’efficacia dell’azione ispettiva.

Il coordinamento tra Ministero del lavoro, INAIL e Ispettorato Nazionale del lavoro consente inoltre un utilizzo integrato delle banche dati e una pianificazione condivisa delle campagne straordinarie di vigilanza.

L’obiettivo non è esclusivamente repressivo. Il controllo ispettivo assume anche una funzione preventiva e di indirizzo, favorendo l’adeguamento spontaneo delle imprese alle norme del Testo Unico Sicurezza.

Le misure previste

Il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 attribuisce al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali un ruolo centrale di coordinamento, indirizzo strategico e attuazione normativa.

Le misure previste dal Ministero si articolano lungo tre direttrici principali.

  1. Campagne di comunicazione e prevenzione
  2. Attuazione del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159
  3. Rafforzamento delle iniziative formative nel sistema scolastico

L’obiettivo è consolidare un modello integrato di governance della sicurezza sul lavoro, fondato su prevenzione, responsabilità d’impresa e vigilanza coordinata.

Campagne di comunicazione e prevenzione

Un primo ambito di intervento riguarda la promozione della cultura della sicurezza sul lavoro attraverso campagne istituzionali e iniziative di sensibilizzazione rivolte a imprese, lavoratori e giovani.

Il Piano integrato sicurezza 2026 prevede infatti la costituzione di un Tavolo tecnico dedicato, con la partecipazione del Ministero del lavoro, l’Inail e l’ispettorato nazionale del lavoro (INL).

Il Tavolo tecnico ha la funzione di:

  • definire strategie comuni di comunicazione;
  • coordinare le campagne informative;
  • individuare priorità tematiche in base ai dati sugli infortuni;
  • garantire coerenza tra prevenzione e vigilanza.

L’approccio adottato mira a superare la frammentazione degli interventi, promuovendo una comunicazione istituzionale uniforme e basata su evidenze statistiche.

Le campagne di comunicazione previste dal Piano integrato 2026 sono orientate a:

  • diffondere la conoscenza degli obblighi previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
  • promuovere comportamenti responsabili nei luoghi di lavoro;
  • sensibilizzare sui rischi specifici dei settori ad alta incidenza infortunistica.

La diffusione della cultura della sicurezza non è limitata al contesto aziendale. Il Ministero intende coinvolgere anche la popolazione giovanile e il sistema scolastico, in coerenza con l’approccio “Vision Zero”.

Il Piano integrato 2026 valorizza il principio della premialità per le imprese virtuose, attraverso strumenti economici collegati all’andamento infortunistico.

A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’INAIL è autorizzato a procedere alla revisione delle aliquote di oscillazione in bonus, al fine di:

  • incentivare la riduzione degli infortuni sul lavoro;
  • premiare le imprese con andamento infortunistico favorevole;
  • garantire l’equilibrio della gestione tariffaria.

Il meccanismo di oscillazione consente di collegare il costo assicurativo al comportamento aziendale in materia di sicurezza, rafforzando la responsabilizzazione del datore di lavoro.

Il decreto legge 159/2025 ha introdotto requisiti più stringenti per l’accesso alla Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita presso l’Inps.

In particolare, è prevista la preclusione alla partecipazione per le imprese che:

  • abbiano riportato condanne penali per violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • siano state destinatarie, negli ultimi tre anni, di contravvenzioni o sanzioni amministrative in materia di sicurezza.

La misura rafforza il collegamento tra legalità, sicurezza sul lavoro e accesso ai benefici reputazionali connessi alla Rete.

Tracciamento dei “mancati infortuni”

Il Ministero del lavoro, d’intesa con l’INAIL e sentite le Parti sociali, è chiamato ad adottare linee guida per le imprese con più di quindici dipendenti, finalizzate a:

  • identificare i mancati infortuni;
  • analizzare le cause potenziali;
  • individuare misure correttive e preventive.

Il tracciamento dei near miss consente di intervenire prima che si verifichi un infortunio grave, rafforzando la prevenzione primaria.

Le imprese dovranno dunque comunicare dati aggregati relativi ai mancati infortuni e alle azioni correttive adottate.

Tali informazioni contribuiranno alla predisposizione di un rapporto nazionale di monitoraggio, utile per:

  • individuare criticità ricorrenti;
  • definire interventi formativi mirati;
  • orientare le politiche pubbliche in materia di sicurezza sul lavoro.

Patente a crediti nei cantieri

La patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili costituisce uno strumento di qualificazione preventiva.

La patente attribuisce crediti in funzione del rispetto degli obblighi di sicurezza. In presenza di violazioni gravi, è prevista la decurtazione dei crediti, con possibile sospensione dell’attività.

La misura mira a:

  • innalzare gli standard di sicurezza nei cantieri;
  • premiare le imprese conformi alla normativa;
  • ridurre il numero di infortuni nel settore delle costruzioni.

Controlli su badge di cantiere

Il Piano prevede un rafforzamento dei controlli sull’utilizzo del badge di cantiere, quale strumento di tracciabilità dei lavoratori presenti nei cantieri.

La tracciabilità consente di:

  • verificare la regolarità dei rapporti di lavoro;
  • prevenire fenomeni di lavoro irregolare;
  • garantire maggiore trasparenza nelle filiere degli appalti.

Protocollo Scuola-lavoro 2026

Il nuovo Protocollo presenta una durata quadriennale, in sostituzione della precedente impostazione triennale. La scelta di estendere la durata risponde all’esigenza di garantire continuità programmatica, stabilità organizzativa e maggiore efficacia degli interventi formativi.

Integrazione della sicurezza nell’educazione civica

In attuazione della normativa vigente, le conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro sono integrate nei programmi di educazione civica.

L’inserimento sistematico della sicurezza nei percorsi scolastici consente di:

  • sensibilizzare gli studenti prima dell’ingresso nel mercato del lavoro;
  • diffondere principi di prevenzione sin dalla giovane età;
  • rafforzare la cultura della responsabilità individuale e collettiva.

Formazione docenti e percorsi “Formazione Scuola-lavoro”

Il Piano integrato 2026 prevede inoltre iniziative di supporto ai docenti impegnati nell’insegnamento della sicurezza, percorsi formativi dedicati agli studenti coinvolti nei programmi di Formazione Scuola-lavoro e collaborazione tra Ministero del lavoro, Ministero dell’istruzione e del merito, INAIL e INL.

Il ruolo dell’INAIL

Nel quadro del Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026, l’INAIL assume un ruolo strategico nell’attuazione delle politiche di prevenzione, nel sostegno economico alle imprese e nello sviluppo di strumenti innovativi per la riduzione degli infortuni sul lavoro.

L’intervento dell’INAIL nel Piano integrato sicurezza 2026 si articola in due macro-ambiti:

  1. Iniziative di prevenzione e promozione della cultura della sicurezza
  2. Sostegno alle imprese attraverso strumenti finanziari e incentivi strutturali

Iniziative di prevenzione e promozione

Il primo ambito di intervento riguarda la promozione di iniziative formative, informative e tecnologiche finalizzate alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Nel 2026 l’INAIL procederà alla pubblicazione di un Avviso pubblico di finanziamento per progetti di formazione, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo n. 81 del 2008, con uno stanziamento complessivo pari a 50 milioni di euro.

L’obiettivo dell’Avviso è finanziare:

  • progetti di formazione aggiuntiva rispetto agli obblighi minimi normativi;
  • percorsi rivolti alle figure della prevenzione (RSPP, ASPP, RLS);
  • interventi formativi nei settori caratterizzati da maggiore incidenza infortunistica.

La misura si basa su criteri di selezione orientati alla qualità progettuale, alla misurabilità dei risultati e alla capacità di incidere concretamente sui livelli di sicurezza aziendale.

L’Avviso pubblico formazione rappresenta uno strumento centrale per la diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione ai rischi emergenti, ai cambiamenti climatici e alle nuove modalità organizzative.

Tra le iniziative innovative previste nel Piano integrato 2026 si inserisce il progetto SI.IN.PRE.SA. – Sicurezza, Informazione, Prevenzione, Salute.

Il progetto si caratterizza per un approccio territoriale e operativo, mediante:

  • unità mobili attrezzate;
  • erogazione di consulenze specialistiche direttamente nei distretti produttivi;
  • attività formative con rilascio di crediti per le figure della prevenzione.

Il progetto SI.IN.PRE.SA. è rivolto in particolare ai settori ad alta incidenza infortunistica, quali:

  • agricoltura;
  • costruzioni;
  • trasporti e logistica;
  • comparti manifatturieri ad alto rischio.

L’iniziativa consente all’INAIL di svolgere un ruolo di prossimità, intercettando i fabbisogni concreti delle imprese e favorendo l’adozione di misure preventive efficaci.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda la promozione di tecnologie innovative per la sicurezza sul lavoro.

Il Piano integrato 2026 valorizza l’adozione di:

  • Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) intelligenti, dotati di sensori e sistemi di monitoraggio;
  • sistemi digitali di controllo e allerta;
  • strumenti automatizzati e robotizzati per operazioni in ambienti confinati o ad alto rischio.

I DPI intelligenti consentono:

  • il monitoraggio in tempo reale delle condizioni operative;
  • la raccolta e l’analisi di dati utili alla prevenzione;
  • una gestione più efficace del rischio residuo.

L’investimento in innovazione tecnologica risponde all’esigenza di adeguare le politiche di sicurezza ai nuovi scenari produttivi e ai cambiamenti organizzativi.

Sostegno alle imprese: Bando ISI 2025

Il principale strumento di sostegno economico previsto dall’INAIL nel Piano integrato 2026 è il Bando ISI 2025, pubblicato nel dicembre 2025 e operativo nel corso del 2026.

Il Bando ISI rappresenta una misura strutturale di incentivazione, finalizzata a finanziare progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’impianto del Bando è coerente con il Codice degli incentivi (decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184) e con il principio di razionalizzazione degli aiuti pubblici.

Il Bando ISI 2025 si articola in cinque Assi di finanziamento, ciascuno dedicato a specifiche tipologie di intervento.

Asse 1 – Rischi tecnopatici
Finanzia progetti finalizzati alla riduzione dei rischi derivanti da esposizioni a sostanze nocive, rumore, vibrazioni e agenti fisici o chimici.

Asse 2 – Rischi infortunistici
Sostiene interventi di prevenzione di eventi traumatici, quali cadute, schiacciamenti, incidenti con macchinari.

Asse 3 – Bonifica amianto
Prevede contributi per la rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti amianto, con l’obiettivo di ridurre il rischio di patologie asbesto-correlate.

Asse 4 e Asse 5 – Micro e piccole imprese
Sono dedicati alle micro e piccole imprese, con particolare attenzione al settore agricolo. L’Asse 5, in particolare, finanzia interventi di ammodernamento delle attrezzature agricole.

L’obiettivo dichiarato del Bando ISI 2025 è favorire la partecipazione delle micro e piccole imprese, che costituiscono la maggioranza del sistema produttivo nazionale.

Incentivi per agricoltura e ammodernamento trattori

Un focus specifico riguarda il settore agricolo, caratterizzato da un’elevata incidenza di infortuni, in particolare connessi all’uso di trattori obsoleti.

Nel quadro del Piano integrato sicurezza 2026, l’INAIL ha previsto:

  • stanziamenti dedicati all’ammodernamento del parco macchine;
  • contributi fino all’80% del costo di progetto;
  • misure finalizzate alla messa in sicurezza di trattori agricoli e forestali.

L’intervento è coerente con le evidenze statistiche che indicano il ribaltamento dei mezzi agricoli tra le principali cause di infortunio mortale nel comparto.

L’obiettivo è ridurre il rischio strutturale attraverso la sostituzione o l’adeguamento dei macchinari, con effetti positivi sia in termini di sicurezza sia di sostenibilità ambientale.

Le campagne straordinarie di vigilanza dell’Ispettorato nazionale del lavoro

Nel quadro del Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro - anno 2026, adottato con il Decreto Ministeriale 12 febbraio 2026, n. 20, un ruolo centrale è attribuito all’Ispettorato nazionale del lavoroper l’attuazione di campagne straordinarie di vigilanza mirate e coordinate.

Le campagne ispettive previste per il 2026 si distinguono per un approccio innovativo, fondato su criteri selettivi basati su evidenze statistiche e analisi dei dati infortunistici. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia dei controlli, concentrando le risorse sui contesti produttivi caratterizzati da maggiore rischio di infortuni gravi e mortali.

Nuovo criterio di selezione dei controlli

Il Piano integrato sicurezza 2026 introduce un nuovo criterio di selezione dei controlli ispettivi, che supera la mera classificazione settoriale basata sui codici ATECO.

La pianificazione delle campagne straordinarie di vigilanza avviene attraverso:

  • analisi dei dati sugli infortuni gravi e mortali, forniti dall’INAIL;
  • utilizzo delle informazioni elaborate nell’ambito del Sistema INFOR.MO;
  • valutazione delle ricorrenze nelle modalità di accadimento degli eventi.

Questo approccio consente di individuare con maggiore precisione:

  • le attività produttive a maggiore incidenza infortunistica;
  • le tipologie di rischio più frequenti;
  • le carenze organizzative e procedurali più rilevanti.

Analisi dati infortuni gravi e mortali

L’analisi dei dati INAIL rappresenta il presupposto tecnico per la programmazione ispettiva. Le informazioni relative agli infortuni mortali e agli eventi con esito grave consentono di:

  • identificare cluster settoriali ad alta criticità;
  • valutare la frequenza e la gravità degli eventi;
  • orientare le verifiche verso specifiche modalità operative (lavori in quota, utilizzo di macchinari, movimentazione mezzi).

L’utilizzo sistematico dei dati rafforza la funzione preventiva della vigilanza, riducendo il rischio di controlli casuali o non mirati.

Sistema INFOR.MO

Il Sistema INFOR.MO (Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi) costituisce uno strumento fondamentale per l’analisi qualitativa delle cause degli eventi.

Il sistema consente di:

  • ricostruire le dinamiche degli infortuni mortali;
  • individuare fattori di rischio ricorrenti;
  • distinguere tra carenze tecniche, organizzative e comportamentali.

L’integrazione delle informazioni del Sistema INFOR.MO con i dati assicurativi INAIL permette all’Ispettorato Nazionale del lavoro di pianificare interventi ispettivi coerenti con le evidenze empiriche.

Principali cause di infortunio mortale

L’analisi dei dati disponibili evidenzia alcune modalità incidentali ricorrenti che concentrano una quota significativa degli infortuni mortali in occasione di lavoro.

Le campagne straordinarie di vigilanza 2026 si concentrano in particolare su tre macro-ambiti di rischio.

Cadute dall’alto

Le cadute dall’alto rappresentano una delle principali cause di infortunio mortale, con particolare incidenza nel settore delle costruzioni.

Le criticità maggiormente riscontrate riguardano:

  • lavori su coperture e tetti;
  • utilizzo non corretto di ponteggi;
  • assenza di sistemi di protezione collettiva;
  • carenze nella formazione degli operatori.

Le verifiche ispettive nei cantieri temporanei o mobili saranno orientate alla corretta applicazione delle disposizioni del decreto legislativo n. 81 del 2008, con specifico riferimento ai lavori in quota.

Ribaltamento mezzi agricoli

Nel settore agricolo, il ribaltamento di mezzi agricoli e forestali costituisce una delle principali cause di infortunio mortale.

Le campagne di vigilanza si concentreranno su:

  • stato di manutenzione dei trattori;
  • presenza di dispositivi di protezione contro il ribaltamento;
  • conformità alle norme di sicurezza;
  • formazione degli operatori.

Il coordinamento tra attività ispettiva e misure di incentivo per l’ammodernamento dei macchinari, previste nel Piano integrato 2026, consente di integrare controllo e prevenzione strutturale.

Incidenti in logistica

Nel settore del trasporto e della logistica, le cause di infortunio mortale più frequenti includono:

  • variazioni nella marcia dei veicoli (fuoriuscita dal percorso, ribaltamento);
  • investimento di lavoratori durante le operazioni di carico e scarico;
  • utilizzo di carrelli elevatori in ambienti promiscui.

Le campagne straordinarie di vigilanza si concentreranno sulla corretta organizzazione dei flussi di movimentazione, sulla separazione dei percorsi pedonali e veicolari e sulla formazione specifica del personale addetto.

Monitoraggio e governance del Piano integrato sicurezza 2026

Accanto alle attività operative, il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026 prevede un sistema strutturato di monitoraggio e governance, finalizzato alla verifica dell’efficacia delle azioni intraprese, governance affidata al Ministero del lavoro che esercita una funzione di coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti.

Report trimestrali INAIL e INL

Il sistema di monitoraggio prevede la trasmissione di report informativi con cadenza trimestrale da parte dell’INAIL, per quanto riguarda le iniziative di prevenzione e sostegno alle imprese e dell’ispettorato nazionale del lavoro per le attività di vigilanza.

I report trimestrali devono contenere:

  • stato di avanzamento delle iniziative;
  • numero di controlli effettuati;
  • principali esiti ispettivi;
  • rispondenza agli obiettivi del Piano.

Tavolo operativo presso il Ministero del lavoro

In un’ottica di coordinamento interistituzionale, il Piano integrato sicurezza 2026 prevede anche la possibilità di istituire un Tavolo operativo presso il Ministero del lavoro.

Il Tavolo operativo ha la funzione di:

  • valutare periodicamente lo stato di attuazione del Piano;
  • analizzare criticità emerse in sede ispettiva;
  • proporre eventuali correttivi;
  • favorire la condivisione delle informazioni tra INAIL e INL.

Riassumendo

Ambito di intervento

Soggetto responsabile

Misura prevista

Obiettivo operativo 2026

Campagne straordinarie di vigilanza

Ispettorato Nazionale del lavoro (INL)

Controlli mirati basati su dati infortuni gravi e mortali

Riduzione eventi mortali nei settori ad alto rischio

Analisi infortuni

INL + INAIL

Utilizzo dati assicurativi e Sistema INFOR.MO

Pianificazione controlli basata su evidenze statistiche

Cadute dall’alto

INL

Verifiche lavori in quota e cantieri

Riduzione infortuni in edilizia

Ribaltamento mezzi agricoli

INL + INAIL

Controlli su trattori e dispositivi anti-ribaltamento

Aumento sicurezza in agricoltura

Incidenti in logistica

INL

Controlli su movimentazione merci e carrelli elevatori

Riduzione eventi gravi in magazzinaggio

Incentivi alle imprese

INAIL

Revisione aliquote per andamento infortunistico

Premialità per imprese virtuose

Bando ISI 2025

INAIL

Finanziamenti per sicurezza aziendale

Miglioramento condizioni di lavoro

DPI intelligenti

INAIL

Incentivi per dispositivi tecnologici innovativi

Monitoraggio avanzato dei rischi

Monitoraggio Piano

Ministero del lavoro

Report trimestrali INAIL e INL

Verifica stato di attuazione

Governance

Ministero del lavoro

Tavolo operativo interistituzionale

Coordinamento e valutazione risultati

Allegati

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