Il decreto PNRR (DL n. 19/2026) completa il suo iter parlamentare e diventa legge con l’approvazione definitiva del Senato (101 voti favorevoli, 62 voti contrari e 2 astenuti), che ha confermato senza modifiche il testo già licenziato dalla Camera.
Il provvedimento, composto da 40 articoli, rafforza l’impianto originario puntando su semplificazione amministrativa, digitalizzazione e accelerazione degli interventi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’obiettivo resta quello di garantire il rispetto dei tempi del PNRR, migliorando la capacità operativa delle amministrazioni e riducendo i rallentamenti procedurali che incidono su investimenti, cantieri e spesa effettiva.
Il decreto consolida il principio del “once only”, secondo cui la Pubblica Amministrazione non può richiedere al cittadino dati già presenti nei propri archivi. In questa direzione si inserisce, ad esempio, la previsione che consente a scuole, università e altri enti pubblici di acquisire d’ufficio l’ISEE del nucleo familiare per l’accesso alle agevolazioni.
Si tratta di una misura che riduce gli adempimenti a carico degli utenti e favorisce l’integrazione tra le banche dati pubbliche, rendendo più rapido l’accesso ai servizi.
Ampio spazio è dedicato alla trasformazione digitale. Tra le principali novità:
Sul fronte dell’identità personale, viene previsto che la carta d’identità elettronica per gli over 70 abbia durata illimitata, pur restando valida anche per l’espatrio.
Un capitolo rilevante riguarda le comunicazioni dei privati nei procedimenti semplificati. Il decreto stabilisce che tali comunicazioni siano soggette alle stesse regole previste per le dichiarazioni sostitutive.
Questo comporta:
La misura rafforza il sistema dei controlli senza reintrodurre passaggi autorizzativi preventivi.
Importanti novità riguardano anche il silenzio-assenso nei procedimenti non digitalizzati. L’amministrazione è tenuta a trasmettere l’attestazione entro dieci giorni dalla formazione del silenzio.
La disposizione accelera i tempi, ma comporta un aumento delle responsabilità per i tecnici, chiamati a certificare situazioni giuridicamente rilevanti.
Per il sistema produttivo, il decreto combina semplificazioni e rafforzamento dei controlli. Tra le principali misure:
In questo quadro si inserisce una delle novità più operative per imprese e professionisti: la gestione della documentazione dei pagamenti elettronici.
Tra le semplificazioni più concrete introdotte dal decreto figura la possibilità di utilizzare gli estratti conto bancari in luogo delle ricevute POS per documentare i pagamenti elettronici.
La norma consente di sostituire integralmente gli scontrini cartacei con documentazione rilasciata da banche o intermediari finanziari, anche in formato digitale, a condizione che siano rispettati specifici requisiti.
In particolare, i documenti devono contenere:
Resta inoltre fermo l’obbligo di conservazione per almeno dieci anni, secondo quanto previsto dal Codice civile. Nel caso di documenti digitali, è necessario adottare sistemi di conservazione elettronica a norma, idonei a garantirne autenticità e integrità nel tempo.
La misura risponde a un’esigenza concreta, soprattutto per le attività con elevati volumi di transazioni, per le quali la gestione delle ricevute cartacee rappresentava un onere significativo.
Dal punto di vista fiscale, l’estratto conto diventa così prova idonea del pagamento tracciabile, utile ai fini della deducibilità di alcune spese, come quelle di trasferta o rappresentanza.
Il decreto rafforza anche il sistema di monitoraggio degli interventi. I soggetti attuatori sono tenuti ad aggiornare mensilmente la piattaforma ReGiS, indicando lo stato di avanzamento e segnalando eventuali criticità.
In caso di ritardi, potranno essere attivati poteri sostitutivi. Parallelamente, viene prorogata al 31 dicembre 2029 la struttura di governance del PNRR, assicurando continuità nella fase di attuazione e rendicontazione.
Nel complesso, il decreto PNRR n. 19/2026 conferma una linea di intervento che punta a ridurre gli oneri burocratici, digitalizzare i processi e accelerare le procedure.
La possibilità di sostituire le ricevute POS con gli estratti conto bancari rappresenta un esempio concreto di questo approccio: una semplificazione operativa che, senza ridurre le garanzie di controllo, consente a imprese e professionisti di gestire in modo più efficiente la documentazione.
Resta ora la sfida dell’attuazione, che richiederà un adeguamento organizzativo da parte degli operatori e un’effettiva integrazione tra sistemi digitali, affinché le innovazioni introdotte si traducano in benefici tangibili.
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