Garante Privacy: ok alla banca dati dei testamenti biologici

Pubblicato il 07 giugno 2019

Il Garante della Privacy ha espresso parere positivo, con osservazioni, rispetto allo schema del decreto che istituisce la Banca dati nazionale destinata alla raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).

Lo si apprende da una nota dell’Autority del 6 giugno 2019, dove viene ricordato che l’obiettivo della banca dati è quello “di costituire un polo unico nazionale di tali dichiarazioni seppure su base volontaria, costantemente aggiornato, e di consentire un accesso tempestivo alle stesse da parte del personale medico in caso di necessità”.

Nell’archivio, istituito presso il ministero della Salute, verranno raccolte: le copie delle dichiarazioni, i successivi aggiornamenti, la nomina e la revoca dell’eventuale fiduciario.

Il tutto, in ogni caso, con il consenso della persona che si avvale delle DAT (testamento biologico).

In esso confluiranno i dati raccolti dagli ufficiali di stato civile comunali, dai notai e dal responsabile dell’Unità organizzativa competente delle Regioni, presso i quali sono depositati gli “originali” delle disposizioni anticipate di trattamento.

I dati ivi contenuti (conservati per 10 anni dal decesso dell’interessato) saranno resi accessibili al medico del paziente incapace di esprimere la propria volontà, e al fiduciario, se nominato.

Nel comunicato, il Garante rende noto che il testo del decreto recepisce le diverse indicazioni dallo stesso fornite nel corso di un tavolo tecnico istituito presso il min Salute, in tema, ad esempio, di comunicazione all’interessato richiedente dell'avvenuta acquisizione della documentazione nella banca dati nazionale nonchè di cancellazione dei dati trascorsi dieci anni dal decesso del dichiarante.

Modifiche indicate dall’Autorità

Come detto, nel parere (provvedimento n. 123 del 29 maggio 2019), l’Autorità ha anche espresso alcune osservazioni, suggerendo particolari modifiche per rendere il testo pienamente conforme alla normativa sulla protezione dei dati personali.

Così, in attesa della realizzazione della banca dati nazionale, ha chiesto maggiori tutele per quanto riguarda le modalità di accesso alle Dat nonché sulla corretta individuazione dei soggetti, che in qualità di titolari del trattamento, sono legittimati a trasmetterle alla banca dati.

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