Il consulente lento ad impugnare risarcisce il cliente

Pubblicato il 09 aprile 2013 I giudici di Cassazione, con la sentenza n. 8508 depositata l’8 aprile 2013, hanno confermato la decisione con cui la Corte d’appello aveva accertato l’inadempimento di un consulente fiscale rispetto alle obbligazioni dallo stesso assunte con un contratto di opera professionale, condannandolo, conseguentemente, a risarcire il cliente della somma corrispondente agli importi che quest’ultimo aveva dovuto pagare al concessionario proprio a causa dell’inadempimento del primo.

In particolare, il consulente - a cui era stato affidato l’incarico professionale di tenuta della contabilità, di aggiornamento dei libri Iva, di compilazione della dichiarazione dei redditi, nonché di depositare eventuali ricorsi avverso gli avvisi di accertamento che sarebbero pervenuti - aveva fatto decorrere i termini per l’impugnazione di alcuni avvisi di accertamento, avvisi a cui era conseguita la notifica di cartelle esattoriali.

Oltre al rilievo che il professionista era venuto meno alle obbligazioni assunte anche con riferimento alla riconsegna della documentazione, avvenuta quando era ormai scaduto il termine per la proposizione del ricorso alla commissione tributaria, nel testo della sentenza impugnata era stata, altresì, ravvisata la presenza del nesso causale tra l’inadempimento e il danno subito in considerazione della ragionevole probabilità che aveva il contribuente di vincere l'eventuale causa avverso il Fisco.
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