Il controllo degli smart worker passa dalla normativa in materia di privacy

Pubblicato il 04 giugno 2020

Per fronteggiare gli effetti economici derivanti dall'emergenza epidemiologica da Covid-19, il Governo, attraverso la deroga all'accordo individuale, ha tentato di spingere imprese, associazioni, professionisti e pubbliche amministrazioni, all'utilizzo dello smart working.

La deroga alle disposizioni previste dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81, in materia di accordo individuale, non esime il datore di lavoro dall'individuare e regolamentare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, anche con riferimento ai tempi ed ai luoghi di lavoro, nonché di informare il proprio personale sulle misure tecnologiche e di controllo adottate, con ampio sguardo alle disposizioni previste dallo Statuto dei Lavoratori ed alla normativa in materia di privacy. 

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Fondi pensione. Portabilità contributo datoriale: più tempo per la riforma

03/04/2026

IMU e terreni agricoli: per l'esenzione confermati i vecchi criteri

03/04/2026

Debiti contributivi: scende il tasso di dilazione e differimento

03/04/2026

Smart working: dai Consulenti del Lavoro il modello di informativa sulla sicurezza

03/04/2026

Giudici di pace: ferie, TFR e contributi secondo il diritto UE

03/04/2026

Concordato preventivo biennale: chiarimenti su soci e acquisto d’azienda

03/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalitĂ  semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy