Inversione giurisprudenziale in pochi mesi. Onere della prova a carico del Fisco

Pubblicato il 09 ottobre 2009

E’ del Fisco l’onere di dimostrare che l'operazione commerciale, documentata dalla fattura non è mai stata posta in essere.

La sentenza n. 21317 (6 ottobre 2009), recita infatti che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nella ipotesi di costi documentati da fatture che l'amministrazione finanziaria ritenga relative ad operazioni inesistenti, non spetta al contribuente provare che l'operazione è effettiva, ma spetta all'amministrazione che adduce la falsità del documento e, quindi, l'esistenza di un maggiore imponibile, provare che l'operazione commerciale, documentata dalla fattura, in realtà non è stata mai posta in essere”.

Ulteriore esempio di oscillazione, questa pronuncia, considerato che a inizio anno (gennaio 2009, sentenza n. 1134) la Cassazione aveva dato risposta di segno opposto – che sarebbe cioè toccato al contribuente dimostrare l'esistenza delle operazioni commerciali fatturate - ritenendo addirittura insufficiente la sola dimostrazione, da parte del contribuente, dei mezzi di pagamento. Ne è testimonianza quanto si legge nella sentenza n. 1134/2009: che "in tema di imposte sui redditi, ove l'amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione di fatture perché relative ad operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni dev'essere fornita dal contribuente. Detta prova non può, peraltro, essere costituita dalla sola esibizione dei mezzi di pagamento, che normalmente vengono utilizzati fittiziamente che, pertanto, rappresentano un mero elemento indiziario la cui presenza (o assenza) dev'essere valutata nel contesto di tutte le altre risultanze processuali".

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