Irragionevole durata, pignorabili i fondi Irap e Irpef dello Stato

Pubblicato il 27 marzo 2015 Tutte le somme diverse da quelle destinate al pagamento di spese per servizi e forniture aventi finalità giudiziaria o penitenziaria nonché agli emolumenti di qualsiasi tipo dovuti al personale amministrativo del ministero della Giustizia, sono pignorabili nelle forme della procedura esecutiva presso terzi, in assenza di una chiara ed espressa disposizione di senso contrario.

Ne consegue la libera pignorabilità degli altri fondi Irap, Fua, Irpef e simili in favore dei creditori dello Stato.

Sulla scorta di questi assunti la Corte di cassazione, con sentenza n. 6078 del 26 marzo 2015, ha accolto il ricorso presentato da una donna contro la decisione con cui il tribunale aveva dichiarato la nullità del pignoramento presso terzi dalla stessa attivato per recuperare la somma a cui il ministero della Giustizia era stato condannato come indennizzo per equa riparazione, in conseguenza dell'irragionevole durata di un processo.

Nella specie, erano state pignorate somme detenute dalla Banca d'Italia, quale tesoriere provinciale dello Stato, per conto del ministero della Giustizia, relative a fondi diversi da quelli espressamente impignorabili.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Rapporto biennale pari opportunità: invio entro il 30 aprile

26/03/2026

Rapporto pari opportunità 2024-2025: invio entro il 30 aprile

26/03/2026

Modello TR: presentazione entro il 30 aprile

26/03/2026

Estorsione: quando la minaccia di licenziamento integra il reato

26/03/2026

CCNL Ambasciate - Stesura del 18/3/2026

26/03/2026

Credito Iva trimestrale, modello TR entro aprile

26/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy