Iva. Negato il beneficio fiscale in caso di partecipazione alla frode

Pubblicato il 06 maggio 2011 Con sentenza 9870 del 5 maggio 2011, la Sezione tributaria della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Fisco, ha negato la deducibilità dell’Iva ad un’azienda coinvolta in una cosiddetta “frode carosello”.

Facendo un passo indietro rispetto alle ultime pronunce e tornando ad un atteggiamento più restrittivo, la Corte riconosce la possibilità di negare la deduzione Iva all’azienda a prescindere dalla consapevolezza di quest’ultima di essere stata coinvolta nella frode carosello. La presentazione della documentazione atta a dimostrare la partecipazione o la consapevolezza della frode da parte della ditta resistente non spetta alla Commissioni tributarie regionali, bensì al contribuente. Infatti, di fronte a delle operazioni commerciali documentate dalle fatture che lo stesso contribuente ha esposto in detrazione Iva, spetta a quest'ultimo di dimostrane la veridicità.

In caso di sospetto di partecipazione alla frode, il Fisco è legittimato a negare il beneficio fiscale, a prescindere dal ruolo del contribuente e dalle prove fornite dall'ufficio delle imposte.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Bonus arredo confermato per il 2026

02/04/2026

Bonus mobili prorogato alle spese del 2026

02/04/2026

Nuova convenzione Inps ed enti bilaterali: F24, UniEmens e costi

02/04/2026

Global minimum tax operativa dal 31 marzo 2026: modelli, software e prime scadenze

02/04/2026

IRAP: deducibile il lavoro all’estero senza stabile organizzazione

02/04/2026

La gestione delle trasferte e dei rimborsi ai lavoratori dipendenti

02/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy