CdL. Proposta di riforma del calendario fiscale

Pubblicato il 27 aprile 2022

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha elaborato una proposta di riforma del calendario fiscale avente l’obiettivo di calmierare l’eccessiva frammentazione e stratificazione della normativa tributaria che caratterizza il nostro ordinamento.

Secondo quanto elaborato dai CdL l’intervento appare necessario in ragione della complessità del predetto quadro normativo, nonché della prolifica attività legislativa del nostro Paese, e deve puntare ad una migliore organizzazione delle disposizioni normative per settori omogeni, con l’aggiornamento di codici o testi unici già esistenti, assicurandone unicità, completezza, chiarezza e semplicità. L’elaborazione proposta dovrebbe, altresì, essere mantenuta stabile nel tempo, portando ad un intervento riformatore strutturale.

Tra le proposte più rilevanti vi è la necessità di utilizzare un principio di suddivisione nette tra le scadenze di “versamento”, normalmente entro il 16 del mese successivo, e quelle riferibili agli adempimenti, solitamente da effettuare entro la fine del mese successivo alla mensilità di riferimento, ferme restando le scadenze annuali relative alle dichiarazioni fiscali. In tal senso, il posticipo a fine mese delle eventuali ulteriori micro-scadenze sparse all’interno di ogni mensilità dell’anno porterebbe ad un calendario fiscale notevolmente più semplice e lineare, con conseguente riduzione di omissioni o dimenticanze e con un impatto sicuramente positivo sulla compliance del contribuente.

La semplificazione, sempre secondo il documento elaborato, passerebbe, altresì, per l’eliminazione di micro-tributi e dei micro-adempimenti, che dovrebbero, semmai, essere accorpati o abrogati, e per l’estensione del c.d. principio di cassa allargato, il cui differimento – anche per via delle festività natalizie – potrebbe essere posticipato al 30 dello stesso mese, con conseguente semplificazione dell’elaborazione del conguaglio fiscale di fine anno e delle attività degli studi professionali e delle imprese.

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