Legge di Bilancio 2025, rimborsi spese e stipendi PA: novità

Pubblicato il 24 ottobre 2024

A seguito della firma del Presidente della Repubblica, la bozza della legge di Bilancio 2025 è pronta per essere presentate alle Camere il prossimo lunedì 28 ottobre.

Dal testo della bozza emergono importanti novità e modifiche, in particolare per quanto riguarda la tracciabilità delle spese e le nuove regole sui pagamenti di stipendi e salari per i lavoratori di amministrazioni pubbliche e società a prevalente partecipazione pubblica.

Manovra 2025: novità su rimborsi spese

L’articolo 10 della bozza della legge di Bilancio 2025, rubricato “Misure in materia di tracciabilità delle spese”, introduce significative modifiche al Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). In particolare:

Le modifiche introdotte riguardano anche l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e si applicheranno a decorrere dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2024.

Nuove regole per il pagamento di stipendi e salari

A partire dal 1° gennaio 2026, per le somme dovute a titolo di stipendi, salari o altre indennità relative al rapporto di lavoro, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, di importo superiore a duemilacinquecento euro, le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica dovranno preliminarmente verificare se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle esattoriali per un importo complessivo di almeno cinquemila euro (articolo 48, comma 1-bis).

Procedura di sottoscrizione dei processi verbali

Il comma 6 della bozza modifica l’articolo 38-bis del DPR 600/1973, introducendo una nuova procedura per la sottoscrizione dei verbali redatti durante e al termine delle attività di controllo fiscale in materia di imposte dirette e indirette. I verbalizzanti potranno firmare digitalmente la copia informatica del documento precedentemente sottoscritto, anche in via analogica, dal contribuente, certificandone la conformità secondo l’articolo 22 del Codice dell’amministrazione digitale.

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