Misura cautelare per il professionista che aiuti il cliente mafioso a distrarre i beni

Pubblicato il 09 settembre 2009
Con sentenza n. 34567, depositata lo scorso 7 settembre, la Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un noto avvocato milanese contro la misura cautelare degli arresti domiciliari impartitagli dal Gip di Palermo per aver consentito, al fine di sottrarre alla giustizia i proventi dell'attività illecita di un cliente mafioso, la fittizia intestazione di alcuni beni alla moglie di quest'ultimo. L'avvocato, con la propria opera professionale, si era cioè mobilitato per trovare un escamotage che salvasse i cespiti del mafioso.
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