Nei piccoli Comuni resta spazio per un solo notaio

Pubblicato il 13 dicembre 2008 La Corte di cassazione precisa i limiti di attività del notaio nell’ambito di un Comune. Con la sentenza n. 28419 della Terza sezione civile depositata il 28 novembre, si precisa, infatti, che in un Comune dove è prevista una sola sede notarile, la presenza costante di un altro studio costituisce un elemento che incide in maniera determinante sull’attività e sui risultati del professionista unico titolare della sede. Al fine di quantificare il danno, cosa che deve sempre essere verificata, si può far ricorso alla liquidazione equitativa. La Corte ritiene, infatti, che il danno non può mai essere considerato automatico ed è quindi onere della parte lesa fornirne la prova. Inoltre, anche se è dubbio che la “contesa” tra professionisti possa configurare un caso di concorrenza sleale, “rientra nel concetto di comune esperienza” l’effetto negativo su attività professionale e risultati economici dell’”invasione” di campo tra notai.
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