Outsourcing con abuso del diritto

Pubblicato il 06 luglio 2013 La Sezione tributaria civile della Cassazione, con la sentenza n. 16859 depositata il 5 luglio 2013, ha accolto il ricorso presentato da un notaio contro la decisione con cui i giudici della Commissione tributaria regionale, in sede di rinvio operato dalla Cassazione medesima, avevano confermato un avviso di rettifica della dichiarazione dei redditi relativi all'anno 1996, notificato al professionista sulla base di un Pvc nell'ambito del quale la Guardia di finanza aveva rilevato che le prestazioni professionali contestate erano state fornite da una società di servizi che: aveva sede nei locali dello stesso studio notarile concessi in comodato gratuito; godeva delle agevolazioni fiscali per il mezzogiorno; era partecipata al 90% dallo stesso notaio; aveva assunto alle proprie dipendenze due collaboratori dello studio notarile i quali, in precedenza, avevano fornito gli stessi servizi allo studio a costi notevolmente inferiori. Il Fisco, in particolare, aveva contestato al contribuente un abuso del diritto per l'operazione di outsourcing dallo stesso effettuata e che gli aveva consentito un aumento dei costi rispetto a quelli che avrebbe sostenuto pagando personale interno.

Confermando la configurabilità, nei casi come quello in esame, di un abuso di diritto, la Cassazione ha tuttavia censurato la procedura di calcolo seguita dall'amministrazione finanziaria ai fini dell'accertamento delle maggiori imposte per come anche avallata dai giudici di merito.

E rispetto al testo della decisione impugnata, la Suprema corte ha dato ragione al contribuente il quale aveva lamentato che l'organo giudicante in sede di rinvio avesse tralasciato di compiere l'accertamento in ordine all'utile di impresa spettante alla società e, in definitiva, di considerare il valore normale della prestazione che, per converso, la Cassazione aveva richiamato.

Per contro – sottolineano i giudici di legittimità – il giudice del rinvio avrebbe dovuto eventualmente acquisire, ove non esistenti all'interno del procedimento, elementi di conoscenza volti ad individuare l'indice dell'utile dell'impresa, “cosicchè individuare elementi di comparazione per verificare se il dato così emergente corrispondesse, in tutto o in parte, al valore normale della prestazione”.
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