Per la concussione del funzionario è legittima la custodia in carcere

Pubblicato il 22 aprile 2010
Confermata, con sentenza di Cassazione n. 15225 del 21 aprile 2010, la custodia cautelare in carcere comminata dal Tribunale di Lecce nei confronti di un funzionario del Fisco, accusato di concussione e falsità in atti pubblici per essersi fatto offrire delle cene in cambio di favori in ordine a delle verifiche fiscali.

L'uomo, sospeso dal servizio a tempo indeterminato, lamentava l'illegittimità della ulteriore misura cautelare impartitagli. Di diverso avviso i giudici di Cassazione, secondo cui la semplice sospensione dal servizio non avrebbe da sola escluso il pericolo di reiterazione di ulteriori reati. “Il giudizio di prognosi sfavorevole sulla pericolosità sociale dell'indagato” – spiega la Corte - “non è automaticamente impedito dalla circostanza che questi sia stato sospeso dall'ufficio o dal servizio, non potendo escludersi il rischio di ulteriori condotte illecite del tipo di quella contestata derivante da una permanente posizione soggettiva dell'agente che gli consenta di continuare a porre in essere analoghe condotte antigiuridiche”.
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