Piano governativo per lo smaltimento delle cause civili

Pubblicato il 08 luglio 2010
E' stato presentato ieri 7 luglio, presso la commissione Bilancio del Senato, un emendamento governativo alla manovra correttiva contenuta nel Decreto legge 78/2010 che introduce interventi urgenti per il rilancio della competitività attraverso la riduzione del contenzioso civile pendente. 

Tra le principali novità, si segnala l'istituzione della figura dell'ausiliario del giudice, un soggetto individuato tra giudici onorari, avvocati, notai, docenti che collaborerà allo smaltimento delle cause individuate come “prioritarie”. In proposito, i presidenti di Tribunale e Corte d'appello dovranno presentare, ogni anno, un programma di riduzione delle controversie delineando quali cause debbano godere di priorità nella trattazione; per queste cause il giudice potrà avvalersi dell'ausiliario il quale sarà tenuto a formulare una proposta di risoluzione entro 90 giorni dalla nomina. Le parti potranno accettare o meno le indicazioni dell'ausiliario e, in caso di rifiuto, il giudizio proseguirà davanti al magistrato, ma con possibili conseguenze per chi non ha accettato la proposta di sentenza. Ed infatti, in caso di corrispondenza tra il provvedimento che definisce il giudizio da parte del magistrato e la proposta dell'ausiliario, la parte che non ha accettato la definizione di quest'ultimo potrà essere condannata al pagamento delle spese per l'ausiliario. 

L'emendamento prevede, altresì, la possibilità di emissione della sentenza in forma breve; solo se una parte ne faccia richiesta la sentenza potrà essere depositata con motivazione estesa. Ancora, nell'ottica di smaltire l'attività istruttoria in capo al giudice, viene consentito che la testimonianza venga assunta anche dinanzi al cancelliere. 

Infine, la proposta modificativa introduce dei rincari per i contributi unificati: l'importo, per le impugnazioni, viene ad aumentare della metà mentre per il giudizio di Cassazione viene determinato nella misura fissa di 500 euro. 

I primi commenti dell'avvocatura alle norme contenute in questo emendamento sono molto duri; per Maurizio de Tilla, presidente Oua, il nuovo testo rappresenta la continuazione dell'opera di demolizione della giustizia italiana; l'Anf, a sua volta, definisce detto piano come una “vera follia”.
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