Possibilità del contribuente di replicare entro 60 giorni dal Pvc in assenza di una “particolare urgenza”

Pubblicato il 23 agosto 2010

La Commissione tributaria regionale del Piemonte, con la sentenza n. 38/5/2010, ha ribadito uno specifico diritto del contribuente che è quello di muovere rilievi e formulare osservazioni in merito al Processo verbale di contestazione (Pvc) di fronte all’organo ispettivo. Da qui, la conclusione che non è ammesso l’atto di accertamento da parte del Fisco, nel giorno immediatamente successivo a quello in cui era stato formulato il Pvc, come conclusione di un atto di ispezione fiscale da parte degli uffici dell’Amministrazione finanziaria.

In ogni caso, ribadendo un principio già espresso dalla Corte costituzionale, i giudici tributari regionali riconoscono che deve essere garantito il diritto di replica da parte del contribuente, che deve esplicarsi necessariamente nel termine previsto dei 60 giorni. Non è ammesso in alcun modo un atto di accertamento notificato prima della scadenza dei sessanta giorni se non viene motivata la “particolare urgenza”.

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Auto aziendali e fringe benefit: tassazione delle somme eccedenti e car policy

22/01/2026

Piano anticorruzione e trasparenza 2026-2028: scadenza al 31 gennaio

22/01/2026

Consulenza giuridica nello Statuto del contribuente: linee guida Dogane

22/01/2026

Spese impianto centralizzato e distacco: la Cassazione chiarisce

22/01/2026

NASpI: ultimi giorni per la comunicazione di reddito presunto

22/01/2026

INAIL: guida all’autoliquidazione tra regolazione 2025 e rata 2026

22/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy