La dichiarazione precompilata 2026 sarà disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal pomeriggio del 30 aprile 2026. La conferma arriva dalla stessa Amministrazione finanziaria, intervenuta con una comunicazione di servizio del 29 aprile per chiarire alcuni aspetti emersi a seguito di segnalazioni diffuse da organizzazioni sindacali e centri di assistenza fiscale.
Il modello sarà accessibile, in una prima fase, per la sola consultazione. I contribuenti potranno quindi verificare le informazioni già presenti nella dichiarazione, che quest’anno contiene oltre 1,3 miliardi di dati relativi a redditi, oneri e spese detraibili o deducibili.
Il chiarimento dell’Agenzia riguarda, in particolare, alcune Certificazioni uniche 2026 trasmesse dai sostituti d’imposta, ossia datori di lavoro ed enti pensionistici.
Secondo quanto precisato dalle Entrate, nelle scorse settimane alcuni sostituti hanno individuato anomalie nei dati certificati e hanno proceduto alla correzione e alla nuova trasmissione delle CU. Le informazioni aggiornate sono state quindi acquisite dall’Agenzia e recepite nella dichiarazione precompilata 2026.
In altri termini, la precompilata che sarà resa disponibile dal 30 aprile 2026 risulta già aggiornata con i dati corretti pervenuti all’Amministrazione finanziaria.
Fino al 14 maggio 2026 la dichiarazione precompilata sarà disponibile esclusivamente in modalità di visualizzazione. In questa finestra temporale, qualora un sostituto d’imposta dovesse accorgersi di ulteriori errori nelle Certificazioni uniche già inviate, sarà tenuto a trasmettere all’Agenzia una CU rettificativa.
La rettifica, quindi, non è rimessa al contribuente nella fase iniziale di consultazione, ma deve essere effettuata dal soggetto che ha emesso la certificazione. Si tratta di un passaggio rilevante, soprattutto quando l’errore incide su dati che possono avere effetti sul calcolo dell’imposta o sul riconoscimento di benefici fiscali.
I contribuenti interessati dalla presenza di una certificazione rettificativa saranno informati tramite un avviso personalizzato, visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata e nel proprio cassetto fiscale.
La comunicazione dell’Agenzia si inserisce nel quadro delle criticità segnalate dalla Cgil, che aveva evidenziato il possibile impatto di errori presenti in alcune CU 2026.
Secondo il sindacato, in diversi casi sarebbero stati indicati in modo errato o incompleto i dati relativi alla natura del reddito di lavoro dipendente, con riferimento all’articolo 49, comma 1, del Tuir. Si tratta di informazioni necessarie per verificare il diritto alla cosiddetta somma aggiuntiva e all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente.
Le anomalie segnalate riguarderebbero, tra gli altri, soggetti come casse edili che hanno erogato l’Ape, alcune amministrazioni pubbliche e imprese private.
La corretta qualificazione del reddito assume un ruolo centrale perché può incidere sulla spettanza di specifici benefici fiscali. In particolare, un dato errato nella CU può compromettere il calcolo della somma che non concorre alla formazione del reddito o dell’ulteriore detrazione prevista per i redditi di lavoro dipendente.
Per questo motivo, l’intervento del sostituto d’imposta tramite certificazione rettificativa diventa essenziale quando l’errore riguarda elementi che il contribuente non può recuperare agevolmente in sede di dichiarazione.
L’Agenzia delle Entrate, con il proprio chiarimento, conferma dunque l’avvio ordinario della campagna della precompilata 2026 e ribadisce che i dati corretti già trasmessi dai sostituti sono stati acquisiti. Resta fermo, per eventuali ulteriori anomalie, l’obbligo dei sostituti di procedere alla rettifica, con informazione diretta ai contribuenti interessati.
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