Privacy, CdL “responsabili” in caso di elaborazione dei cedolini

Pubblicato il 08 febbraio 2019

Il Consulente del Lavoro è “titolare” o “responsabile” dei dati trattati? A dirimere il dubbio è il Garante per la protezione dei dati personali che, nella newsletter n. 449 del 7 febbraio 2019, in risposta ad un quesito sottoposto dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro e da numerosi professionisti, ha effettuato un netto distinguo tra le due casistiche.

Le precisazioni del Garante privacy dopo il nuovo Regolamento UE si pongono, sostanzialmente, in linea di continuità con quanto già prefigurato dalla Direttiva 95/46/CE. Il Regolamento conferma, infatti, le definizioni di titolare e responsabile del trattamento, nelle quali il primo resta il soggetto chedetermina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali”; il secondo colui chetratta dati personali per conto del titolare del trattamento”.

Privacy, quando il CdL è titolare dei dati trattati?

Rientrano nella prima casistica, in particolare, i CdL che trattano, in piena autonomia e indipendenza, i dati dei propri dipendenti ovvero dei propri clienti quando siano persone fisiche, come i liberi professionisti, determinando puntualmente le finalità ed i mezzi del trattamento.

Privacy, quando il CdL è “responsabile” dei dati trattati?

Di converso, i Consulenti del Lavoro divengono automaticamente “responsabiliquando trattano i dati dei dipendenti dei loro clienti sulla base dell’incarico ricevuto, che contiene anche le istruzioni sui trattamenti da effettuare. Si tratta, ad esempio, di quei Consulenti del Lavoro che curano per conto di datori di lavoro:

trattando una pluralità di dati personali, anche sensibili, dei lavoratori.

Privacy, il ruolo del CdL esterno

A supporto di quanto sostenuto, il Garante evidenzia che è proprio il datore di lavoro a fornire al Consulente del Lavoro i criteri in base ai quali attribuire progressioni economiche e giuridiche. Non solo. Vengono fornite anche informazioni per l'erogazione di somme “una tantum”, premi di produttività e/o di presenza, o per la decurtazione di somme a seguito di provvedimenti disciplinari.

Ci si riferisce ad informazioni raccolte e utilizzate dai datori di lavoro in base al contratto e a norme di legge e di regolamento (come quelle in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale), che vengono gestite dai Consulenti cui sono esternalizzati i servizi sulla base delle discipline di settore e delle regole deontologiche pertinenti. Ed è sul contratto di affidamento dell’incarico e di designazione a responsabile del trattamento da parte del cliente che si basa la legittimità dei trattamenti realizzati dal Consulente.

Il Garante ha chiarito, infine, che ai Consulenti, pur in qualità di “responsabili” del trattamento, viene riconosciuto un apprezzabile margine di autonomia e correlativa responsabilità, anche con riguardo alla individuazione e predisposizione di idonee misure di sicurezza, sia tecniche che organizzative, a tutela dei dati personali trattati.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

CCNL Proprietari di fabbricati - Stesura del 22/1/2026

25/03/2026

Omicidio: stop ai diritti sulle spoglie per chi causa la morte

25/03/2026

Whistleblowing, manifestazioni di interesse per iscrizione all'elenco Ets entro il 13 aprile

25/03/2026

Colf e badanti: ultimi giorni per il versamento dei contributi

25/03/2026

Proprietari fabbricati Federproprietà. Rinnovo Ccnl

25/03/2026

Avvocati cassazionisti: al via l’esame 2026 per l’iscrizione all'albo speciale

25/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy