Processo civile telematico con entrata in vigore modulata

Pubblicato il 12 giugno 2014 A pochi giorni dall'entrata in vigore del deposito telematico obbligatorio per i ricorsi per decreto ingiuntivo (30 giugno 2014), il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha inviato una lettera all'Anm e alle rappresentanze dell'avvocatura, in esito della prima sessione di incontri del Tavolo Permanente per l'attuazione del Processo civile telematico.

Dopo aver espresso il proprio ringraziamento per la forte e convinta adesione dell'iniziativa e per la ricchezza dei contributi offerti dai vari partecipanti, il Guardasigilli precisa quali siano i vari passaggi per una partenza “non traumatica” del Pct.

Deposito telematico obbligatorio e facoltativo

Il 30 giugno 2014, come ricordato, si avrà l'entrata in vigore dell'obbligatoria gestione telematica per l'intero procedimento monitorio nonché per tutti gli altri procedimenti in relazione al deposito degli atti endoprocedimentali per le cause iniziate alla stessa data.

Il deposito telematico, in detto contesto, verrà reso facoltativo anche sulle procedure pendenti indipendentemente da specifiche autorizzazioni ministeriali, consentendo agli uffici giudiziari e all'avvocatura un adattamento graduale alla gestione digitale del processo.

Interventi normativi e programmatici

Verranno, quindi, previsti interventi di natura normativa e programmatica che potrebbero essere tradotti in un apposito decreto legge da presentare prima della scadenza.

Tra questi, il ministro indica il rilievo delle proposte riferite all'attribuzione agli avvocati e agli incaricati del giudice del potere di autenticazione dei documenti e degli atti depositati nei registri di cancelleria nonché alla possibilità di deposito del verbale in formato digitale, nel caso in cui siano presenti dichiarazioni di testi e parti non muniti di firma digitale e a una diversa regolamentazione dell'orario di apertura delle cancellerie.
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