Professionisti, più larga la “forbice” dei redditi

Pubblicato il 11 aprile 2009 Cresce il numero dei professionisti in Italia: seppur in modo più contenuto rispetto agli anni 90, il mercato dell’offerta di servizi continua ad espandersi per l’ingresso di giovani, ma, allo stesso tempo, il reddito medio dichiarato resta constante oppure cresce, nonostante l’inflazione. Aumenta, però, anche il numero di quanti rimangono schiacciati sotto la soglia dei 21mila euro di compenso: il valore cresce del 16% in cinque anni. A livello generale si può notare come la serie storica metta in evidenza il miglioramento di tutti i parametri reddituali, anche se a partire dal 2006 si deve tener conto di una variazione normativa: da quest’anno, infatti, i professionisti non hanno più potuto compensare in modo orizzontale le perdite per attività professionale. Gli effetti della crisi non hanno, poi, risparmiato neanche la categoria dei professionisti, che soprattutto se giovani risentono fortemente della congiuntura economica negativa, non riuscendo a ricevere i primi incarichi e, dunque, a consolidare il loro giro d’affari.
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