Rapporto Cepej sulla Giustizia. Italia in coda

Pubblicato il 18 marzo 2014 La Commissione europea per l'efficienza della giustizia (Cepej), su incarico della Commissione europea, ha pubblicato uno studio, il 14 marzo 2014, sul sistema del funzionamento della giustizia all'interno degli Stati membri dell'Unione europea.

Lo studio, basato sui dati reperiti nel 2012, si divide in due parti, nella prima delle quali sono stati riportati i dati relativi ai sistemi giudiziari degli Stati membri attraverso la pubblicazione di tabelle riferite agli indicatori di riferimento; la seconda parte contiene, invece, i profili per paese.

In particolare, le stime che riguardano la situazione giudiziaria italiana sono abbastanza preoccupanti.

Per quel che concerne la lungaggine dei processi, ad esempio, si segnala che dal 2010 al 2012, la durata dei procedimenti civili è aumentata di quasi cento giorni. Nel nostro Paese, inoltre, la media della durata delle cause civili e commerciali, nel 2012, è stata di circa 600 giorni. Addirittura, nei procedimenti per divorzio, il nostro Paese risulta il peggiore in assoluto per la lentenzza nella relativa definizione.

Per quel che concerne la valutazione delle risorse impiegate per la giustizia, l'Italia non si attesta come troppo distante dagli altri Paesi europei; in proposito, basta considerare che la Germania spende di media 167 euro procapite mentre l'Italia 134.

Gli avvocati italiani, nel 2012, sono aumentati del 7% e si attestano in un rapporto di 379 per 100.000 abitanti, a fronte di una media europea di 106.
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