Redditometro ko con la semplice documentazione bancaria del possesso prolungato

Pubblicato il 07 agosto 2014 La rettifica per accertamento sintetico da redditometro può essere contrastata con la sola esibizione di documentazione bancaria che attesta il possesso prolungato di redditi esenti non risultanti dalla dichiarazione presentata.

Il contribuente non deve per forza provare che l'acquisto di beni e servizi sia avvenuto proprio con tali somme.

A stabilirlo la Cassazione con una sentenza del 6 agosto 2014.

Si consolida sempre più, dunque, il recente orientamento della giurisprudenza. Da ultimo espresso con la sentenza di Cassazione n. 8995/2014, in cui si chiarisce che il contribuente deve dimostrare che l'entità degli ulteriori redditi e la durata del loro possesso abbiano consentito il sostenimento delle spese considerate dall'ufficio. Tale orientamento reputa bastevole escludere che quel denaro sia stato investito in altro transitando solo temporaneamente sul conto corrente dell'accertato. Gli uffici, pertanto, non possono pretendere prova concreta dell'utilizzo dei disinvestimenti.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Tax Control Framework assicurazioni: pubblicate le linee guida 2025

29/08/2025

Cinema e audiovisivo, più tempo per i contributi per le iniziative 2025

29/08/2025

Prosecuzione attività lavorativa dopo età pensionabile: a quali condizioni?

29/08/2025

Disconoscimento INPS: la subordinazione tra familiari va provata

29/08/2025

Sindaci di società e doveri di controllo

29/08/2025

Energy Release 2.0: firmato il decreto per imprese energivore e rinnovabili

29/08/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy