Se sono coinvolti gli interessi di una pluralità va esperita la class action

Pubblicato il 06 novembre 2010 Il Tar del Lazio, sede di Roma, con sentenza n. 33190 del 4 novembre, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una Onlus che lamentava l’illegittimità del silenzio rifiuto serbato dal Comune di Roma sulla richiesta di adozione degli atti amministrativi necessari a disciplinare le modalità di consultazione delle organizzazioni dei consumatori.

I giudici amministrativi hanno, in particolare, sottolineato come l’utilizzo dell'istituto dell’azione di accertamento sul silenzio-inadempimento ai sensi degli articoli 31 e 117 c.p.a. non è consentito nelle ipotesi in cui l’inerzia dell’Amministrazione pregiudichi “i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori” per la “violazione di termini o (per la) mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo”; in questi casi – continua il Tar – è infatti ammessa l’azione contemplata dal Decreto legislativo n. 198/2009 (c.d. class action pubblica) anche se, allo stato, la stessa non sia in concreto ancora proponibile.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Agenti e rappresentanti di commercio, in scadenza il versamento FIRR

31/03/2026

Cassazione: imposta di registro non dovuta sul verbale di conciliazione

31/03/2026

CPB: superamento dei 150.000 euro e cessazione per i forfetari

31/03/2026

Imprese culturali e creative, guida operativa su regole, requisiti e criticità

31/03/2026

Gruppo IVA: limiti all’utilizzo del credito annuale

31/03/2026

Procedure di insolvenza: ok del Consiglio UE a norme comuni e pre-pack

31/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy