Semaforo rotto. Responsabilità solidale e concorrente del comune e della società di manutenzione

Pubblicato il 07 settembre 2012 Sono il comune e la società che gestisce la manutenzione stradale, in pari grado, i soggetti responsabili del sinistro stradale che si verifichi a causa del semaforo rotto.

E’ quanto definitivamente sancito dalla Corte di cassazione nel testo della sentenza n. 14927 del 6 settembre 2012, pronunciata con riferimento ad una vicenda in cui la Polizia stradale aveva rilevato come il malfunzionamento di un impianto semaforico comunale posto ad un incrocio fosse la causa di un incidente tra due automobilisti. Al momento del sinistro, infatti, il semaforo di specie mostrava contemporaneamente la luce verde nei confronti della direzione di marcia di entrambi i conducenti coinvolti.

In particolare, la Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla società di manutenzione la quale riteneva di dover essere considerata come esente da ogni responsabilità, ha confermato la decisione con cui i giudici di secondo grado avevano riconosciuto la responsabilità concorrente e solidale della stessa ricorrente e del comune.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy