Studi di settore, restano i dubbi

Pubblicato il 16 luglio 2007

Le difficoltà di accesso ai servizi telematici dell’agenzia delle Entrate, dello scorso 9 luglio, ultimo giorno utile per i versamenti senza maggiorazione di Unico 2007 per i soggetti sottoposti agli studi di settore, hanno rappresentato l’ultimo atto di una lunga serie di difficoltà in cui sono venuti a trovarsi contribuenti e professionisti. Nonostante il riconoscimento da parte dell’Agenzia della criticità dei nuovi indicatori di normalità economica e l’introduzione della regola della congruità al maggiore tra ricavo minimo con indicatori e ricavo puntuale senza indicatori, non viene sterilizzato l’impatto degli Ine sulla stima dei componenti positivi di reddito e, inoltre, la soluzione offerta è carente anche da un punto di vista procedurale in quanto Gerico non indica il livello cui adeguarsi. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti reputa essenziale il superamento della disciplina attuale per individuare una disciplina che configuri gli studi come strumento per il quale è necessaria la prova, da parte dell’agenzia delle Entrate, dell’esistenza di gravi incongruenze tra il dichiarato e lo stimato, per legittimare l’accertamento. Riguardo la valenza probatoria degli studi, sarà fondamentale un’espressa previsione normativa per attribuire la funzione di strumento per la selezione di situazioni anomale da accertare senza automatismo. Intanto a breve i Commercialisti auspicano una proroga del termine di versamento per i soggetti agli studi.

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