AGCM, ridotto il contributo 2026

Pubblicato il 26 marzo 2026

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) interviene anche per il 2026 sulla misura del contributo dovuto dalle imprese per il proprio funzionamento, prevedendo un ulteriore alleggerimento dell’onere a carico delle società di maggiori dimensioni.

Con la delibera del 3 marzo 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026, l’Autorità ha infatti fissato la nuova aliquota allo 0,055 per mille del fatturato, calcolato sull’ultimo bilancio approvato, con riferimento alle società di capitali che superano i 50 milioni di euro di ricavi.

L’intervento si colloca nell’ambito della disciplina prevista dall’articolo 10, commi 7-ter e 7-quater, della legge n. 287/1990, come successivamente modificata. La normativa stabilisce che i costi di funzionamento dell’AGCM siano finanziati attraverso un contributo proporzionale al fatturato delle imprese interessate, entro un limite massimo fissato allo 0,5 per mille.

Il versamento deve essere effettuato direttamente all’Autorità entro il 31 luglio di ciascun anno, secondo le modalità operative definite dalla stessa AGCM.

Riduzione progressiva dell’aliquota

La misura per il 2026 si inserisce in un percorso già avviato lo scorso anno. Per il 2025, infatti, l’aliquota era stata ridotta allo 0,057 per mille. La delibera del 3 marzo 2026 introduce quindi una ulteriore diminuzione, seppur contenuta, confermando la tendenza a ridurre il carico contributivo sulle imprese.

La decisione è motivata dalle valutazioni sull’andamento dei conti dell’Autorità: le esigenze di funzionamento per il 2026 e il mantenimento degli equilibri finanziari nel triennio di programmazione consentono, secondo l’AGCM, di ridurre ancora il contributo senza compromettere la copertura dei costi istituzionali.

Tetto massimo invariato

Resta invece confermata la soglia massima di contribuzione. Il contributo dovuto da ciascuna impresa non potrà superare cento volte la misura minima, con un limite fissato a 275.000 euro.

Si tratta di un elemento di stabilità del sistema, volto a evitare che le imprese di maggiori dimensioni siano gravate da oneri eccessivi, pur mantenendo il principio di proporzionalità rispetto al fatturato.

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