Importanti chiarimenti sono stati formulati dall’Agenzia delle Entrate in merito alla valenza del decreto di omologa o della sentenza del Tribunale ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, con particolare riferimento all’applicazione dell’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di veicoli.
Le principali disposizioni richiamate dalla risposta a interpello n. 19 del 27 gennaio 2026, sono:
Un aspetto centrale ribadito dall’Agenzia delle Entrate è che il solo riconoscimento dello stato di handicap grave ai sensi della legge n. 104/1992 non è sufficiente, di per sé, a legittimare l’accesso alle agevolazioni fiscali sui veicoli.
Ai fini fiscali, è necessario che la documentazione sanitaria attesti espressamente una delle condizioni richieste dalla normativa, tra cui, a titolo esemplificativo:
Nelle controversie in materia di invalidità civile, handicap e disabilità, l’ordinamento prevede, ai sensi dell’articolo 445-bis del codice di procedura civile, l’obbligo di esperire preventivamente un accertamento tecnico preventivo (ATP).
Tale procedimento è finalizzato esclusivamente alla verifica delle condizioni sanitarie ed è svolto da un Consulente tecnico d’ufficio (CTU), con l’assistenza di un medico legale dell’INPS.
All’esito dell’ATP:
Il decreto di omologa può costituire titolo idoneo alla fruizione delle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità solo a precise condizioni.
Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 19/2026, il decreto di omologa rileva ai fini fiscali esclusivamente se:
In assenza di tali elementi, il decreto di omologa non è sufficiente per legittimare, ad esempio, l’applicazione dell’IVA agevolata al 4% sull’acquisto di veicoli.
Analoghe considerazioni valgono per la sentenza emessa all’esito del giudizio ordinario, qualora l’accertamento tecnico preventivo sia stato contestato.
Anche la sentenza:
NOTA BENE: Affinché la sentenza possa essere considerata titolo valido, è necessario che:
Nella Risposta n. 19/2026, l’Agenzia delle Entrate richiama espressamente la Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità, aggiornata al 24 dicembre 2025, quale documento di prassi di riferimento per l’interpretazione delle condizioni di accesso ai benefici fiscali.
Una delle principali novità dell’aggiornamento 2025 è l’introduzione del paragrafo dedicato all’impugnazione del verbale sanitario.
La Guida chiarisce che l’azione giudiziaria può rendersi necessaria non solo in caso di diniego del riconoscimento, ma anche quando:
L’attenzione viene quindi posta sulla qualità del contenuto del verbale, non sul solo esito dell’accertamento.
La Guida ribadisce un principio di carattere sistematico:
Pertanto, un verbale sanitario valido sotto il profilo medico può risultare inidoneo ai fini fiscali se non strutturato in modo coerente con le disposizioni tributarie.
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