Imprese culturali e creative, nuove attività ammesse

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Il decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) del 6 marzo 2026 interviene in modo puntuale sulla disciplina delle imprese culturali e creative, aggiornando l’elenco delle attività economiche che consentono l’iscrizione nella relativa sezione speciale del Registro delle imprese.

L’intervento si inserisce nel più ampio quadro normativo introdotto dalla legge 27 dicembre 2023, n. 206, che ha formalmente istituito la qualifica di impresa culturale e creativa (ICC), definendone finalità e ambito operativo.

Cosa sono le imprese culturali e creative

Le imprese culturali e creative sono soggetti economici che svolgono attività:

  • di ideazione, produzione, sviluppo e diffusione di beni e servizi;
  • con contenuto culturale, artistico o creativo;
  • finalizzate alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale.

Ai sensi dell’art. 25 della legge n. 206/2023, tali imprese operano, a titolo esemplificativo, nei seguenti ambiti:

  • arti visive e performative;
  • audiovisivo e cinema;
  • editoria e stampa;
  • design e architettura;
  • musica;
  • patrimonio culturale;
  • artigianato artistico e moda.

La normativa ha inoltre previsto l’istituzione di una sezione speciale del Registro delle imprese, destinata ai soggetti che ottengono il riconoscimento della qualifica ICC.

Il quadro regolatorio: dal 2023 al 2026

Per comprendere la portata del decreto del 6 marzo 2026, è utile ricostruire sinteticamente il percorso normativo:

  1. Legge n. 206/2023
    Introduce la definizione di impresa culturale e creativa e ne disciplina i principi generali.
  2. Decreto interministeriale 25 ottobre 2024
    Stabilisce le modalità e le condizioni per il riconoscimento della qualifica.
  3. Decreto MIMIT 10 luglio 2025
    Istituisce la sezione speciale del Registro delle imprese e individua un primo elenco di attività ammesse.
  4. Decreto MIMIT 6 marzo 2026
    Aggiorna tale elenco mediante la sostituzione integrale dell’allegato tecnico.

Finalità del decreto 6 marzo 2026

Il provvedimento del 6 marzo 2026 ha una finalità prevalentemente tecnica, ma con rilevanti effetti operativi:

  • integrare e aggiornare i codici ATECO 2025 rilevanti ai fini della qualifica ICC;
  • includere attività precedentemente escluse o non chiaramente ricomprese;
  • recepire esigenze rappresentate dagli operatori di settore (in particolare nell’ambito audiovisivo).

In particolare, il decreto dispone la sostituzione dell’allegato al decreto del 10 luglio 2025 con un nuovo elenco aggiornato delle attività ammissibili.

Come è strutturato l’allegato

L’allegato tecnico al decreto Mimit del 6 marzo 2026, è organizzato secondo una struttura tabellare che prevede:

  • Ambito (es. audiovisivo, design, moda);
  • Attività economica;
  • Codice ATECO 2025;
  • Indicazione della natura artigiana (SI/NO).

Questa impostazione consente una verifica immediata della riconducibilità dell’attività alla qualifica ICC.

Allegati

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