Avanzamento fascia di rispetto, indennizzo per deprezzamento

Pubblicato il 17 giugno 2020

Chiarimenti da parte della Corte di cassazione in tema di espropriazione per pubblica utilità in relazione alle ipotesi in cui, per effetto della realizzazione o dell’ampliamento di una strada pubblica, il privato debba subire, nella sua proprietà, la creazione o l’avanzamento della relativa fascia di rispetto.

Quest’ultima – si legge nella sentenza n. 10747 del 5 giugno 2020 - si traduce in un vincolo assoluto di inedificabilità che di per sé non è indennizzabile, ma che, in applicazione estensiva della disciplina in tema di espropriazione parziale, non esclude il diritto del proprietario di essere indennizzato per il deprezzamento dell’area residua mediante il computo delle singole perdite ad essa inerenti.

Ciò, se risultino alterate le possibilità di utilizzazione della stessa ed anche in caso di perdita della capacità edificatoria realizzabile sulle più ridotte superfici rimaste.

Tali precisazioni sono state rese dal Supremo collegio di legittimità nell’ambito di una controversia attivata a seguito dell’occupazione d’urgenza ed espropriazione, da parte della società Autostrade, di un terreno di proprietà di una Srl che non aveva accettato l’indennità provvisoria di esproprio.

La procedura arbitrale che aveva fatto seguito all’espropriazione si era conclusa con una relazione di stima, opposta da Autostrade davanti alla Corte d’appello.

I giudici di secondo grado avevano ridotto la stima e da qui il ricorso della Srl davanti alla Corte di cassazione.

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