Coordinamento associazioni nazionali dei commercialisti, richieste a Entrate e Mef

Pubblicato il 20 settembre 2017

Le sette associazioni sindacali - ADC, AIDC, ANC, ANDOC, UNGDCEC, UNAGRACO, UNICO – riunite nel Coordinamento associazioni nazionali dei commercialisti hanno incontrato il vice ministro all’Economia Luigi Casero, il direttore dell’agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini e il direttore centrale gestione tributi Paolo Savini.

Il confronto si è basato sul documento avanzato dal Coordinamento delle associazioni che contiene le indicazioni delle categorie per rimuovere le inefficienze dovute alla farraginosità del sistema.

Si tratta, per la precisione, del documento già presentato nel 2016 al MEF (al fine di definire campi di intervento immediati per la semplificazione in ambito tributario ed amministrativo), aggiornato alla luce dei nuovi provvedimenti approvati.

Il contenuto del documento

Sinergia tra la P.A. ed i professionisti

In quanto garanti della conoscenza e della professionalità nei campi oggetto della loro formazione, non solo per effetto del tirocinio obbligatorio e del titolo abilitante conseguito con l’esame di Stato, ma anche per l’assoggettamento alla formazione continua, nonché alla disciplina ed al codice deontologico che sovrintende la professione, i commercialisti chiedono anzitutto, e a gran voce, di essere riconosciuti come unici interlocutori delle Istituzioni per le materie che gli competono, a garanzia delle Istituzioni e dei clienti.

Tre capisaldi in premessa al documento:

1. un tavolo permanente di coordinamento – anche, per quanto necessario, a livello locale e regionale - ove le presenti proposte e quelle che si rendessero in futuro necessarie siano trattate, includendovi anche amministrazioni terze, di volta in volta coinvolte, tra il MEF e il coordinamento delle associazioni dei commercialisti, al fine di rendere il presente lavoro dinamico nel tempo ed anche al fine di affrontare congiuntamente quei temi, suscettibili di diverse interpretazioni, che possono essere congiuntamente definiti, grazie ai differenti contributi;

2. la revisione dello Statuto dei Diritti del Contribuente e la sua elevazione a rango di norma costituzionale, come da nostra proposta a latere. Questo potrebbe infatti, per quanto complesso nell’iter, porre definitivo rimedio alle diverse farraginosità e disaffezioni verso il sistema, ristabilendo un equo rapporto tra Cittadini ed Erario.

3. Limitare l’uso di comunicati e di circolari particolarmente farraginosi che di fatto sostituiscono l’intervento legislativo. Diffondere istruzioni chiare e complete, senza la necessità di chiarimenti successivi. Una collaborazione continua e calendarizzata tra MEF, Agenzia e Sindacati dei Commercialisti consentirà di individuare le criticità per tempo evitando circolari, comunicati e proroghe emesse oltre ogni ragionevole tempo.

Gli obiettivi

Tra le richieste della categoria:

Capitolo spesometro

Sullo spesometro, tra mancati esoneri e incertezze, si sottolineano le maggiori problematiche:

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