Efficienza energetica: le proposte FIRE per PMI e industria

Pubblicato il 22 aprile 2026

Nel pieno di una nuova fase di tensione sui costi energetici, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE) chiede un cambio di passo nelle politiche pubbliche: meno interventi emergenziali e più misure strutturali per aiutare imprese e PMI a ridurre i consumi, programmare gli investimenti e rafforzare la competitività. Nel documento diffuso ad aprile 2026, la Federazione individua tre obiettivi prioritari:

  1. ridurre i consumi nel breve periodo;
  2. rendere più efficiente il sistema energetico;
  3. aumentare la resilienza del Paese nel medio termine.

Il messaggio di fondo è chiaro: l’efficienza energetica resta la leva più conveniente per affrontare la crisi, perché consente di abbassare la domanda e, di conseguenza, di ridurre la necessità di nuovi investimenti in capacità produttiva, reti e approvvigionamenti. Secondo FIRE, il vero nodo non è tanto la mancanza di incentivi, quanto l’instabilità delle regole, che rende più difficile per le imprese pianificare interventi e sostenerne i costi.

Le proposte di sistema

Regole stabili e governance più chiara

FIRE chiede un quadro normativo più stabile e coerente, con tempi certi sul recepimento delle direttive europee EED ed EPBD. Per la Federazione, la prevedibilità delle regole è una condizione essenziale per consentire a imprese ed enti di pianificare investimenti in efficienza energetica senza continui rallentamenti o correzioni in corsa.

Energy Manager più diffusi nelle imprese

Tra le proposte più rilevanti c’è l’estensione dell’obbligo di nomina dell’Energy Manager nel settore industriale, con l’abbassamento della soglia da 10.000 a 1.000 tep e l’inclusione anche di agricoltura e pesca. Per le PMI sotto soglia, FIRE suggerisce inoltre di valorizzare il ruolo degli EGE attraverso modelli territoriali o di distretto.

Incentivi più continui e Fondo efficienza da rilanciare

Sul fronte delle agevolazioni, FIRE non chiede tanto nuovi bonus quanto la continuità degli strumenti già esistenti, così da evitare blocchi, ritardi o correzioni tardive che finiscono per frenare gli investimenti. La Federazione propone anche di rilanciare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, semplificandone l’accesso e rafforzando soprattutto la componente di garanzia, con l’obiettivo di mobilitare capitali privati e ridurre le barriere finanziarie per le imprese.

Le misure di breve termine

Taglio immediato dei consumi

Nel breve periodo, FIRE indica alcune azioni rapidamente attuabili: riduzione del limite di velocità in autostrada, revisione delle regole su climatizzazione e riscaldamento, maggiore ricorso allo smart working e sostegno al trasporto pubblico e al car pooling aziendale. Si tratta di misure pensate per tagliare i consumi e alleggerire i picchi di domanda energetica.

Intelligenza artificiale per ottimizzare i processi

Nel documento trova spazio anche l’impiego dell’intelligenza artificiale per migliorare l’uso dell’energia. Secondo FIRE, queste tecnologie possono aiutare a ottimizzare impianti e processi, prevedere la domanda e migliorare la manutenzione, con risparmi significativi soprattutto in ambito industriale.

Le misure di medio termine

PPA, repowering e prezzi più dinamici

Tra le misure di medio periodo rientrano la semplificazione del repowering degli impianti rinnovabili, la diffusione dei contratti PPA e la revisione delle fasce orarie dell’energia elettrica. FIRE chiede inoltre di favorire prezzi dinamici e strumenti di demand response, così da spostare parte dei consumi nelle ore più convenienti e ridurre la pressione sul sistema.

Tutela della cogenerazione ad alto rendimento

FIRE richiama poi l’attenzione sulla cogenerazione ad alto rendimento, che continua a svolgere un ruolo importante in molti comparti produttivi. La richiesta è di introdurre regole che ne garantiscano la continuità e valorizzino gli impianti capaci di operare con flessibilità, contribuendo anche alla stabilità del sistema energetico.

Controllo sulla crescita dei data center

Infine, la Federazione chiede un monitoraggio più rigoroso dello sviluppo dei data center legati all’intelligenza artificiale, per via del loro impatto crescente sui consumi energetici e idrici. L’indicazione è di accompagnare questi investimenti con requisiti stringenti di efficienza e con adeguata capacità di generazione elettrica.

La linea FIRE

Nel complesso, il pacchetto di proposte punta a spostare l’attenzione dalle sole misure emergenziali a una strategia più stabile e strutturata. Per FIRE, l’efficienza energetica non è solo uno strumento per contenere i costi, ma una leva di competitività industriale e di resilienza per il sistema Paese.

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